La (possibile) seconda vita dei rifiuti di plastica: a Gallarate diventano panchine

Dalla spazzatura ai giardini pubblici. Una parte della plastica conferita dai cittadini di Gallarate sono state raccolte e avviate a riciclo per ottenere il materiale con cui sono state poi realizzate da un’azienda del territorio le panchine. Le prime sono state installate nel parco di viale Milano.
Federico Turrisi 7 luglio 2020

Ma perché bisogna fare la raccolta differenziata? Se qualcuno ti dovesse porre questa domanda, tu rispondi con una sola parola: riciclo. Separare ogni giorno con attenzione la carta dalla plastica, il vetro dall'umido, serve proprio a questo, ossia a garantire ai materiali di rientrare nei circoli produttivi attraverso il riciclo, per l'appunto. Un esempio? A Gallarate, in provincia di Varese, la plastica separata dai cittadini e raccolta dall'azienda territoriale che gestisce il servizio di gestione dei rifiuti è stata trasformata in nuove panchine. Le prime sono state posate dal Comune nel parco di viale Milano.

Come sono fatte precisamente le panchine di plastica riciclata? Il materiale, realizzato da un'azienda di Fagnano Olona (sempre nel Varesotto) specializzata nella produzione di arredo urbano e pavimentazioni in materiale ecologico, è un estruso di un granulo composito WPC (wood plastic composite), composto all’80% di PVC riciclato, al 19% di farina di faggio e per l’1% di additivi e coloranti. La miscela utilizzata garantisce alta resistenza, un buon preso specifico e resistenza al calore diretto. Insomma, niente di più concreto quando si parla di economia circolare.