La scienza ha messo in piedi un archivio di carote di ghiaccio per custodire la storia climatica del nostro pianeta

Ice Memory è un progetto di ricerca internazionale finanziato dall’Unesco e con l’Italia, il Cnr e l’Università Ca’ Foscari di Venezia in prima linea. Contro il cambiamento climatico e l’aumento delle temperature, l’obiettivo è raccogliere campioni di ghiaccio dalle zone del mondo più a rischio e conservarle in un archivio in Antartide. Al loro interno, infatti, sono conservati migliaia di anni di informazioni climatiche e ambientali: la storia del nostro pianeta.
Kevin Ben Alì Zinati 20 settembre 2020

Casseforti di ghiaccio: è una delle risposte con cui la scienza sta affrontando l’inesorabile avanzata del cambiamento climatico. Non c’è bisogno che ti dica quanto il riscaldamento globale stia minacciando – e distruggendo – i ghiacciai di tutto il mondo. Oltre al conseguente innalzamento del livello dei mari e degli oceani, a rischio ci sono anche centinaia di migliaia di anni di storia climatica. Sì, perché i ghiacci custodiscono al loro interno tracce dell’ambiente terrestre del passato, conservano dunque informazioni sia sulle cause che sugli effetti dei cambiamenti ambientali e climatici. Di fatto, possono raccontare cosa è successo sul nostro pianeta. Per questo è stato messo in campo Ice Memory, un progetto di ricerca internazionale riconosciuto dall’UNESCO con l’Italia, e l’Università Ca’ Foscari di Venezia tra i capofila: l’obiettivo è raccogliere “carote” di ghiaccio dalle zone del mondo più a rischio e conservarle in un vero archivio ambientale stratificato.

Libri di storia

Quando cade, la neve funziona come una sorta di raccoglitore di particelle organiche e composti chimici prelevate dall’atmosfera. Depositandosi sul terreno, nei luoghi più freddi dove non va incontro a fenomeno di fusione resta sul suolo per tutto l’anno accumulandosi in strati sempre più spessi. Puoi capire quindi che, uno sopra l’altro, vi sono anni e anni di informazioni climatiche e ambientali come conservate in un archivio: una carota di ghiaccio dunque, contiene al suo interno una registrazione continua per quanto riguarda aspetti climatici, temperature del passato, eventi atmosferici, variazioni nella circolazione atmosferica, cambiamenti della vegetazione e impatti umani sul sistema globale terrestre.

Una carota di ghiaccio. Fonte: Università Ca’ Foscari di Venezia.

L’archivio

Così è nato il progetto Ice Memory che, come puoi intuire dall’inglese, punta a costruire una vera e propria memoria di ghiaccio. Un archivio, insomma, che raccolga informazioni su tutti i ghiacciai più minacciati dal climate change e più a rischio scomparsa. Per quanto riguarda i nostri ghiacciai, il progetto prevede il carotaggio da due ghiacciai nelle Alpi orientali (Marmolada e Montasio), l’ultimo corpo glaciale residuo negli Appennini (Gran Sasso d’Italia) e due ghiacciai d’alta quota nelle Alpi occidentali (il Grand Combin e il Monte Rosa). Tutte quesi libri di ghiaccio verrano poi trasferiti in Antartide dove verranno preservati e studiati così da fornire agli scienziati del futuro importanti informazioni ambientali e climatiche con cui, forse, trovare una soluzione al cambiamento climatico.