ESA Copernicus Sentinel data (2020-22), processed by ESA, CC BY-SA 3.0 IGO

La secca del Po è talmente seria che si vede persino dallo spazio

Se il fiume più lungo d’Italia è in secca non passa inosservato, eppure c’è chi ha fotografato il bacino del Po in alcuni punti sostenendo che non ci sia problema di siccità. Per fortuna un apparecchio più complesso, un satellite, ha fotografato una situazione ben più ampia e precisa di una macchinetta fotografica.
Francesco Castagna 28 Giugno 2022

Il fiume più lungo d'Italia soffre il caldo molto più di noi. Il Po, ora in secca, in realtà è da due anni in stato d'osservazione soprattutto nelle città che ne vengono attraversate. Lo abbiamo osservato a occhio nudo, ne abbiamo percepito i primi disagi dovuti al razionamento dell'acqua, ma ancora non basta. C'è chi continua a recarsi nei luoghi in cui il fiume fortunatamente ha un livello medio normale. Per fortuna, o purtroppo, esistono strumenti più precisi in grado di darci un quadro della situazione. Sono i satelliti, in questo caso la sonda Copernicus Sentinel-2.

Nella Pianura padana, a Piacenza, il corso d'acqua si sta velocemente prosciugando. Le immagini inviate dalla sonda Copernicus Sentinel-2, in un arco di tempo che va da giugno 2020 allo stesso mese del 2022, mostrano due situazioni totalmente diverse. Nella prima un Po ai livelli normali della sua portata d'acqua, nella seconda un fiume visibilmente in secca, dove ai lati del corso sono evidenti le prime lingue di terra che  prima erano sommerse.

L'importanza di questo fiume è data dalla sua lunghezza, che si estende dalle Alpi a nord-ovest, fino al Mare Adriatico sulla costa orientale. Questo fa del Po il fiume più esteso e una fonte di vitale importanza per diverse regioni. Con il suo corso d'acqua riesce a sostenere i centri abitati delle regioni del Nord, in cui scorre il fiume, e le coltivazioni degli agricoltori.

In questi giorni l'Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha incontrato il Ministero per la Transizione Ecologica per segnalare che "lo scenario nel distretto Padano, visti i nuovi indicatori comunicati dai territori, si fa obbligatoriamente “rosso” e prevederebbe lo stop totale ed immediato dei prelievi". A tal proposito, il segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale del Po ha proposto al termine della riunione di ridurre del 20% i prelievi per continuare comunque a irrigare.

La mancanza di piogge continua ad accrescere il fenomeno siccità che sta colpendo il nostro Paese, come abbiamo già detto, i problemi di un fiume in secca riguardano anche e soprattutto l'agricoltura. Questo è un problema, perché la Pianura Padana è a tutti gli effetti il motore centrale dell'Italia del settore agricolo. L'area produce, come riporta l'Agenzia Spaziale Europea, circa il 40% degli alimenti italiani, tra cui grano, riso e pomodori. Un dato segnalato e confermato anche da Coldiretti, che parla di una perdita nelle rese produttive di un terzo.

Ad aggravare maggiormente la situazione è il fatto che l'Italia è dipendente dall'estero in molte materie prime,  "produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci, il 53% del mais per l’alimentazione delle stalle, il 56% del grano duro per la pasta e il 73% dell’orzo", segnala Coldiretti.

Un danno per l'ambiente, per l'agricoltura, ma anche per la biodiversità. Le specie animali e vegetali sul territorio sono le prime vittime della siccità. Secondo le cifre di Coldiretti sono gli animali nelle fattorie ad avvertire per primi il caldo che stiamo vivendo, il caso che porta l'associazione è quello delle mucche che con le alte temperature producono fino al 10% di latte in meno.

Mare caldo e fiumi prosciugati non sono di certo uno scenario roseo, ma rosso. Il Mar Mediterraneo infatti sta attualmente attraversando un'ondata di calore marino. I nuovi risultati pubblicati dal progetto CAREHeaton segnalano temperature a maggio 2022 superiori di 4°C rispetto alla media del periodo 1985-2005. "Secondo i risultati, la temperatura delle acque superficiali ha raggiunto picchi di oltre 23°C", spiegano i relatori del progetto.

Serve progettazione, come afferma anche Benjamin Koetz, responsabile dell'Ufficio Iniziative sostenibili dell'ESA"Secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, l'agricoltura consuma fino al 70% dell'acqua dolce e, considerando la crescente scarsità d'acqua, l'uso dell'acqua deve essere più efficiente in questo settore". A tal proposito, nel segno di una futura collaborazione, entrano a far parte del progetto CAREHeaton anche i principali attori italiani sul tema: l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) e il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR). Lo scopo è di cercare nuove strategie e tecnologie per identificare le nuove ondate di calore marino e capire come intervenire.