La sfida di Cristian: dall’Adda all’Adriatico su una canoa fatta con bottiglie di plastica

Cristian Civati, trentacinquenne della provincia di Como, ha realizzato un’imbarcazione artigianale utilizzando solo materiale recuperato ed è partito per un viaggio di 16 giorni con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema dell’inquinamento da plastica: “che dispiacere vedere alcune spiaggette piene di rifiuti”.
Federico Turrisi 11 settembre 2019

Partiamo dalla fine. L'autore di questa piccola impresa all'insegna dell'ecosostenibilità non ha raggiunto il suo obiettivo finale, cioè quello di arrivare fino al delta del Po. Ci è andato però molto vicino. I giorni di ferie a sua disposizione erano terminati: lo scorso 29 agosto ha percorso l'ultima tappa del suo viaggio e si è dovuto fermare a Pontelagoscuro, in provincia di Ferrara, a pochi chilometri dal mare Adriatico. Ma l'insolito navigatore non si perde certo d'animo e anzi rilancia: "ci riproverò, so che cosa fare l'anno prossimo".

Il protagonista della nostra storia si chiama Cristian Civati, 35 anni, termotecnico di Montorfano (provincia di Como). Quando non è occupato con il lavoro, si dedica a due grandi passioni: quella per la canoa e quella per l'ambiente. Tant'è che nel suo paese natale è presidente di una associazione, "L'Ontano", che si occupa della tutela del territorio ed è impegnata in iniziative ecologiche. Un tema a cui Cristian è particolarmente sensibile è quello legato all'abbandono dei rifiuti, soprattutto quelli di plastica.

Da qui l'idea di unire due passioni, mettersi alla prova e allo stesso tempo lanciare un messaggio: gli scarti di plastica, se recuperati e riciclati in maniera adeguata, possono diventare una risorsa. Già l'anno scorso Cristian, che non è esperto di nautica, aveva realizzato la sua imbarcazione ecologica, il "Pesce Volante". Si tratta di una canoa artigianale: lo scafo è realizzato con bottiglie di plastica, la struttura, il suo scheletro, è fatto con canne di bambù legate tra di loro, il seggiolino è un vecchio coperchio trovato in discarica, due cassette fungono da portabagagli.

"All'inizio i miei amici mi prendevano in giro, dicendomi «non galleggerà mai, così vai a fondo». A rispondere alle loro battute ci ha pensato il principio di Archimede. E così dopo aver effettuato alcuni test, l'aprile del 2018 ho fatto il varo del Pesce Volante sul lago di Montorfano". L'idea originaria di Cristian per la sua sfida green era la circumnavigazione del lago di Como. "Mi sono reso conto però che, per quanto la canoa non avesse problemi di galleggiamento, facevo una fatica terribile per spostarla. Meglio dunque sfruttare la corrente di un fiume".

Lo scorso 13 agosto ha deciso dunque di partire per la sua avventura da Olginate, là dove l'Adda fuoriesce dal ramo lecchese del lago di Como. Destinazione: Porto Tolle, sul delta del Po. Un viaggio anche simbolico. È un po' lo stesso percorso che fanno tanti rifiuti che vengono trasportati dai fiumi e finiscono nei nostri mari. E di rifiuti Cristian nel suo percorso ne ha incontrati parecchi. "Quando potevo, raccoglievo qualche rifiuto. Mi è capitato di vedere alcune spiaggette ridotte in condizioni vergognose. E questo è un duro colpo, se penso che l'Adda e il Po sono dei posti meravigliosi, in cui sei completamente immerso nella natura".

Il problema principale in cui si è imbattuto sono stati gli sbarramenti, soprattutto lungo l'Adda. Per aggirare questo inconveniente Cristian ha dovuto ricorrere a un espediente: "sulla mia canoa ho montato anche delle ruote, così da poterla trainare e percorrere qualche chilometro a piedi per superare la barriera. Alla fine ho trasformato il mio Pesce volante in un anfibio. Però per oltrepassare gli sbarramenti perdevo comunque un sacco di tempo".

Anche se, dopo 16 giorni di navigazione, la meta finale non è stata raggiunta, il messaggio ecosostenibile che ha voluto lanciare Cristian con questa iniziativa rimane immutato. "A me non interessa far vedere quanto sono bravo. Certo è stata una sfida personale, che però mi ha fatto capire che per poter contribuire a salvare il pianeta dobbiamo tutti cambiare interiormente, riscoprire anche valori etici come l'amicizia e la solidarietà che secondo me si stanno un po' perdendo. Dobbiamo accantonare la mentalità del «tanto non è un problema mio, tanto ci penserà sempre qualcun altro». Il cambiamento passa da ciascuno di noi".