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12 Ottobre 2019
10:00

La svolta di Unilever per imballaggi più sostenibili: entro il 2025 sarà dimezzata la plastica

La multinazionale, che gestisce oltre 400 marchi tra i più diffusi nel campo dell'alimentazione e dei prodotti per l'igiene e per la casa, annuncia che taglierà per il 2025 il 50% di nuova plastica negli imballaggi, favorendo l'utilizzo di materiale riciclato.

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La svolta di Unilever per imballaggi più sostenibili: entro il 2025 sarà dimezzata la plastica
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Magari il nome Unilever non ti dice granché, mentre ti suonano probabilmente più familiari i nomi di marchi come Algida per i gelati, Findus per i surgelati, Dove per i saponi, Svelto per i detersivi. Unilever è infatti una delle multinazionali più importanti al mondo e al suo interno comprende più di 400 marchi del settore dell'alimentazione e dei prodotti per l'igiene e per la casa. Il che significa una quantità enorme di imballaggi (soprattutto di plastica) immessi sul mercato. Ma adesso la società ha annunciato l'intenzione di diventare più green. Come? Dimezzando l'uso di plastica vergine entro il 2025.

Non solo. Unilever si impegna a ridurre di oltre 100.000 tonnellate l'uso di imballaggi in plastica, favorendo invece l'utilizzo di materiale riciclato. L'obiettivo dell'azienda è quello di raccogliere e recuperare più imballaggi di plastica di quanti ne vende, contribuendo alla raccolta e alla lavorazione di circa 600.000 tonnellate di plastica all'anno entro il 2025. Per fare ciò verranno stanziati dei fondi e attivate delle partnership che consentiranno di migliorare le infrastrutture per la gestione dei rifiuti in molti dei paesi in cui opera Unilever.

Insomma, pare proprio che la tutela dell'ambiente cominci ad assumere un ruolo centrale anche all'interno delle grandi aziende. Ridurre l'uso della plastica è ormai diventato un asset strategico per la comunicazione aziendale: i consumatori, avendo negli occhi le immagini di spiagge e mari letteralmente sommersi di rifiuti, sono sempre più sensibili alla questione dell'inquinamento da plastica. E una grande azienda lo sa bene: il consumatore ha sempre ragione. L'impulso a cambiare le cose per un pianeta più pulito parte dunque dalle scelte di ciascuno di noi.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.