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19 Agosto 2019
17:00

La svolta etica delle grandi aziende Usa: non c’è solo il profitto, attenzione anche ad ambiente e lavoratori

Nel testo pubblicato dal Business Roundtable, l'associazione che tra i suoi membri comprende gli amministratori delegati delle più grandi e potenti multinazionali americane, si propone un modello di capitalismo più attento alle questioni ambientali e ai diritti dei lavoratori. Saranno soltanto parole?

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La svolta etica delle grandi aziende Usa: non c’è solo il profitto, attenzione anche ad ambiente e lavoratori
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Se fosse davvero così, la notizia ha tutto il sapore di una rivoluzione, di un cambiamento radicale. E poi stiamo parlando di veri e propri colossi finanziari, di aziende che hanno fatturati da miliardi di dollari. Il Business Roundtable, il gruppo che comprende gli amministratori delegati di alcune tra le più importanti e potenti aziende statunitensi (Amazon, JP Morgan, Blackrock, General Motors, solo per fare qualche nome) ha pubblicato un documento in cinque punti in cui vengono tracciate le linee guida per un "capitalismo più inclusivo", a cui dovrebbero mirare le grandi corporation americane.

Devi sapere che per anni il capitalismo americano si è basato sul cosiddetto principio della "shareholder primacy". Che cosa prevede? È molto semplice: per un'azienda garantire i dividendi agli azionisti, cioè ai proprietari di quote di un'azienda, viene prima di tutto, costi quel che costi. Pur di raggiungere l'obiettivo, i vertici delle corporation si sentivano quasi legittimati a ridurre il personale, a trovare una sede più vantaggiosa dal punto di vista fiscale e a disinteressarsi delle norme ambientali.

Nel testo sottoscritto dai membri del Business Roundtable si legge che occorre sì offrire profitti a lungo termine agli azionisti, ma con un occhio di riguardo anche all'impatto sull'ambiente e sulle comunità locali e garantendo il benessere dei lavoratori, che vanno sempre trattati con "dignità e rispetto".

Solo retorica? Probabile. Nel documento non si spiega quali misure le aziende hanno intenzione di adottare per esempio in merito a un aumento dei salari dei lavoratori e a una riduzione delle emissioni di carbonio. Secondo il quotidiano britannico Financial Times, si tratta di una mossa puramente politica per rispondere ai candidati più radicali del Partito Democratico americano, da Elizabeth Warren a Bernie Sanders, che in campagna elettorale hanno attaccato le multinazionali, accusandole di essere solo macchine che generano profitti e allo stesso tempo disparità sociali. I dubbi quindi restano. Speriamo soltanto che alle dichiarazioni d'intenti seguano i fatti concreti.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.