La tua città è inquinata? Te lo dicono le foglie degli alberi e i licheni

La ricerca è stata effettuata dagli studiosi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, in collaborazione con l’Arpa Lazio. Le foglie e i licheni, oltre a permettere la misurazione di concentrazioni di metalli pesanti, sono utili per tenere sotto controllo i livelli di particolato sottile, nocivo per la salute.
Federico Turrisi 25 agosto 2019

Se vivi in una grande città o per esempio nella Pianura Padana (una delle aree più inquinate d'Europa) sai perfettamente che cosa significa respirare ogni giorno aria malsana. Lo smog e le polveri sottili non si accumulano soltanto nei nostri polmoni, ma anche nei vegetali, che così si rivelano degli indicatori precisi sulla presenza di particelle inquinanti.

In particolare, i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Lazio (Arpa Lazio) hanno analizzato le foglie di alberi e i licheni prelevati nel 2017 in via di Salone, in una zona della periferia Est di Roma fortemente antropizzata e caratterizzata da molteplici sorgenti di inquinamento atmosferico, tra cui frequenti roghi abusivi all’aperto.

Le piante hanno permesso di misurare i livelli anche di polveri nanometriche, le più pericolose per l'uomo

Quello che è emerso è sorprendente: l'analisi delle foglie e dei licheni non solo ha permesso di misurare nella zona presa in considerazione le concentrazioni di metalli pesanti come rame, zinco, nichel, cromo e piombo, ma anche di monitorare la quantità di polveri atmosferiche e di particolato fine (non solo il cosiddetto Pm10, che è costituito da particelle dal diametro uguale o inferiore ai 10 millesimi di millimetro, ma anche polveri di dimensioni ancora minori, il Pm2.5, e persino nanometriche, le più pericolose per la salute umana). Questo accade perché soprattutto i licheni sono dei validi recettori e accumulatori di queste particelle.

Inoltre, attraverso il biomonitoraggio che sfrutta le proprietà magnetiche delle piante è stato possibile distinguere il Pm derivante da sorgenti naturali da quello derivante da sorgenti antropiche, ossia emissioni prodotte dall'attività dell'uomo come i gas di scarico delle automobili o delle industrie. Non solo centraline per il controllo della qualità dell’aria, dunque. Anche gli alberi e i licheni potranno aiutare gli esperti nel tenere sotto controllo i livelli di inquinamento atmosferico.

Fonte | Arpa Lazio