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25 Agosto 2019
13:00

La tua città è inquinata? Te lo dicono le foglie degli alberi e i licheni

La ricerca è stata effettuata dagli studiosi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, in collaborazione con l'Arpa Lazio. Le foglie e i licheni, oltre a permettere la misurazione di concentrazioni di metalli pesanti, sono utili per tenere sotto controllo i livelli di particolato sottile, nocivo per la salute.

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La tua città è inquinata? Te lo dicono le foglie degli alberi e i licheni
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Se vivi in una grande città o per esempio nella Pianura Padana (una delle aree più inquinate d'Europa) sai perfettamente che cosa significa respirare ogni giorno aria malsana. Lo smog e le polveri sottili non si accumulano soltanto nei nostri polmoni, ma anche nei vegetali, che così si rivelano degli indicatori precisi sulla presenza di particelle inquinanti.

In particolare, i ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Lazio (Arpa Lazio) hanno analizzato le foglie di alberi e i licheni prelevati nel 2017 in via di Salone, in una zona della periferia Est di Roma fortemente antropizzata e caratterizzata da molteplici sorgenti di inquinamento atmosferico, tra cui frequenti roghi abusivi all’aperto.

Le piante hanno permesso di misurare i livelli anche di polveri nanometriche, le più pericolose per l'uomo

Quello che è emerso è sorprendente: l'analisi delle foglie e dei licheni non solo ha permesso di misurare nella zona presa in considerazione le concentrazioni di metalli pesanti come rame, zinco, nichel, cromo e piombo, ma anche di monitorare la quantità di polveri atmosferiche e di particolato fine (non solo il cosiddetto Pm10, che è costituito da particelle dal diametro uguale o inferiore ai 10 millesimi di millimetro, ma anche polveri di dimensioni ancora minori, il Pm2.5, e persino nanometriche, le più pericolose per la salute umana). Questo accade perché soprattutto i licheni sono dei validi recettori e accumulatori di queste particelle.

Inoltre, attraverso il biomonitoraggio che sfrutta le proprietà magnetiche delle piante è stato possibile distinguere il Pm derivante da sorgenti naturali da quello derivante da sorgenti antropiche, ossia emissioni prodotte dall'attività dell'uomo come i gas di scarico delle automobili o delle industrie. Non solo centraline per il controllo della qualità dell’aria, dunque. Anche gli alberi e i licheni potranno aiutare gli esperti nel tenere sotto controllo i livelli di inquinamento atmosferico.

Fonte | Arpa Lazio

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.