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20 Luglio 2021
17:00

La vaquita è sull’orlo dell’estinzione: ne rimangono in vita appena una decina di esemplari

Il principale responsabile del declino di questa specie è la pesca illegale in Messico. In sostanza, le vaquita finiscono accidentalmente nelle reti dei pescatori di frodo, che invece sono alla ricerca di un pesce chiamato totoaba, la cui vescina natatoria è molto richiesta sul mercato asiatico e vale migliaia di dollari.

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La vaquita è sull’orlo dell’estinzione: ne rimangono in vita appena una decina di esemplari
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Salvare la vaquita rischia sempre più di diventare una mission impossible. Già in uno studio del 2019 apparso sulla rivista della Royal Society gli scienziati avevano lanciato l'allarme: dal 2011 (anno di inizio del monitoraggio) la popolazione di questi cetacei era calata del 99%, il numero di esemplari si era ridotto ormai a una dozzina. Ragion per cui, Phocoena sinus – questo è il nome scientifico della specie – rischia di scomparire per sempre. Ma dove vivono esattamente le vaquita? Come sono fatte, e soprattutto perché sono giunte a un passo dall'estinzione? Andiamo a scoprirlo insieme.

Habitat

La vaquita è una particolare specie di focena endemica del mare di Cortez, nella parte settentrionale del golfo di California, in Messico. Vuol dire che si trova esclusivamente in questa area e in nessun'altra parte del pianeta. Imbattersi in una di loro è rarissimo: si trovano più spesso vicino alla costa, nelle acque poco profonde, e hanno un atteggiamento elusivo, allontanandosi rapidamente quando si avvicina un'imbarcazione.

Curiosità

Quando parliamo di vaquita ci riferiamo a dei cetacei di piccole dimensioni, tant'è vero che vaquita in spagnolo significa “piccola mucca”. Gli esemplari adulti raggiungono i 150 centimetri di lunghezza e i 50 chilogrammi di peso. Tra le altre caratteristiche fische degne di nota, presentano un grande anello nero intorno all'occhio e delle chiazze scure sulle labbra che formano una linea sottile dalla bocca alle pinne pettorali.

Perché rischia l'estinzione

Come abbiamo detto prima, attualmente la vaquita è considerato l'animale marino più minacciato al mondo. Non a caso l'Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura) ha inserito la specie nella categoria CR, che sta per Critically Endangered, ovvero "in pericolo critico", il gradino immediatamente precedente all'estinzione in natura. Ma come si è arrivati a questo punto?

Le vaquita non sono cacciate direttamente. La loro sopravvivenza è messa a rischio dalle catture accidentali dei pescatori di frodo che vanno a caccia di totoaba. La vescina natatoria di questo pesce è soprannonimnata la "cocaina del mare", e il motivo è molto semplice. In Cina viene venduta anche a 70 mila dollari al chilo, ed è ricercatissima perché viene considerata una prelibatezza nella cucina cinese, oltre ad essere utilizzata nella medicina tradizionale dello Stato asiatico. Ecco perché la pesca illegale nel mare di Cortez è diventata una delle attività su cui ha messo gli occhi la criminalità organizzata messicana. Insomma, la vaquita è soltanto una delle tante vittime dell'avidità umana.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.