L’acqua è un bene da non sprecare, nemmeno ai tempi del Coronavirus

Oggi è la Giornata Mondiale dell’Acqua, una risorsa fondamentale che troppo spesso diamo per scontata. I cambiamenti climatici e il continuo aumento del fabbisogno domestico e produttivo incidono sulla qualità delle acque: l’urgenza tuttavia è dettata anche dai continui sprechi e da un utilizzo non sostenibile. E anche oggi, con l’emergenza Covid-19 e la necessità di lavarsi continuamente le mani per evitare contagi e infezioni, un uso responsabile dell’acqua è una priorità.
Kevin Ben Ali Zinati 22 marzo 2020

Un bene imprescindibile e prezioso, che troppo spesso però viene dato per scontato e sprecato. E che quindi va tutelato. Nasce con questo spirito la Giornata Mondiale dell’Acqua che ogni 22 marzo ci porta a riflettere sull’importanza di una risorsa non eterna e sul rapporto che tutti i giorni abbiamo con il pianeta che ce la fornisce.

L’urgenza di sfruttare l’acqua in modo sostenibile è dettata dal continuo cambiamento climatico e dall’aumento del fabbisogno di acqua: fattori che provocano una forte deterioramento sia delle risorse di acqua dolce in termini di quantità sia di qualità.

Anche i numeri parlano chiaro. Oggi, secondo i dati del Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2020, sono ancora 2,2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e oltre 4 miliardi quelle non dispongono di servizi igienico-sanitari gestiti in modo sicuro.

Ma in un’emergenza globale come la pandemia di Coronavirus, che vede il lavaggio delle mani e la pulizia delle superfici come strumenti primari di prevenzione per tutti i cittadini, un uso sensato e rispettoso dell’acqua diventa ancora più importante.

Il cambiamento climatico

Nonostante ancora molti, scienziati e leader politici, ritengano il cambiamento climatico non rilevante o addirittura una fake news, è un dato di fatto che il clima del nostro pianeta stia cambiando. Ciò ha conseguenze fortemente impattanti sull’ambiente e quindi sull’uomo. E l’acqua, lo ribadisce il rapporto dell’Unesco, è una delle risorse che ne sta pagando le conseguenze.

L’aumento delle temperature infatti fa alzare quella dell’acqua che ne perde in qualità: si riduce la quantità di ossigeno disciolto che provoca una riduzione della capacità di auto-purificazione dei corpi idrici.

Il climate change è anche responsabile di molti fenomeni ed eventi estremi come le inondazioni che oltre alla devastazione dell’ambiente e di insediamenti umani, si portano dietro anche grosse quantità di agenti patogeni e inquinanti che gravano che incidono sulla biodiversità.

E il degrado degli ecosistemi influenza la fornitura di servizi collegati con l’acqua come la depurazione dell’acqua, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e la disponibilità di acqua per l’agricoltura o la pesca, la produzione di energia e lo sviluppo industriale.

Gli impatti dei cambiamenti climatici correlati con l’acqua riguardano ovviamente anche la nostra salute: la contaminazione delle acque può portare infatti alla produzione di alimenti ricchi di patogeni nocivi per tutti noi.

In Europa

Secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente in Europa vengono utilizzati circa 243mila ettometri cubi di acqua l’anno per le attività economiche e in media, alle famiglie europee vengono erogati 144 litri di acqua per persona, al giorno. La domanda è: questo uso è sostenibile?

Le attività

Secondo l’AEA, l'agricoltura è responsabile di circa il 40% del consumo complessivo di acqua in un anno. Anche se è soltanto il 9% circa del totale dei terreni agricoli europei a essere irrigato, a queste aree è destinato tuttavia circa il 50% del consumo totale di acqua in Europa: percentuale che in primavera può salire anche oltre al 60% per consentire alle colture di crescere dopo la semina,

Anche la produzione di energia utilizza molta acqua, circa il 28% del consumo idrico annuo. L’acqua è utilizzata per il raffreddamento nelle centrali nucleari e in quelle a combustibile fossile, oltre che per la produzione di energia idroelettrica.

Il settore minerario e manifatturiero è responsabile del 18% del consumo. L’uso domestico invece è il 12%.

Sprechi e rischi

Il punto negativo, tuttavia, è che la maggior parte dell’acqua utilizzata dalle attività produttiva, circa 140mila ettometri cubi, viene sì restituita all’ambiente ma spesso contiene impurità, inquinanti e sostanze chimiche pericolose.

Dopo l’utilizzo da parte di industrie, famiglie o agricoltura, le acque reflue che ne derivano possono causare inquinamento attraverso scarichi chimici, fognature e deflusso di nutrienti o di pesticidi dai terreni agricoli.

L’uso dell’acqua da parte delle centrali idroelettriche incide sul ciclo naturale nei fiumi e nei laghi, mentre le dighe e altre barriere fisiche possono impedire la migrazione a monte dei pesci.

Quella utilizzata per il raffreddamento nelle centrali elettriche, quando viene rimessa nell’ambiente, è più calda di quella del fiume o dei laghi e il calore può avere effetti devastanti sulle specie locali.

L’acqua ai tempi del Covid-19

Te lo abbiamo raccontato fin dai primi giorni dell’emergenza Coronavirus: una delle pratiche di prevenzione primaria è il lavaggio delle mani fatto bene. Che significa lavarle spesso e con almeno 30 secondi sotto l’acqua.

Nonostante sia una misura necessaria, va comunque eseguita con parsimonia e tenendo presente altri comportamenti che, in questi giorni di crisi, possono contribuire a non sprecare troppa acqua. Il decalogo lo fornisce direttamente Legambiente:

  • Usa la lavatrice e la lavastoviglie solo a pieno carico
  • Quando lavi i piatti, la frutta o la verdura usa una bacinella e non l’acqua corrente: si risparmiano così circa 6.000 litri di acqua potabile all’anno
  • Lavare le stoviglie con l’acqua di cottura della pasta è un ottimo sgrassante che può essere usato insieme ai detersivi
  • Sui rubinetti puoi montare i limitatori di flusso che garantiscono un minor consumo d’acqua
  • Ricordati di chiudere i rubinetti mentre ci si rade o si lavano i denti.

Un uso intelligente dell'acqua è fondamentale. Legambiente ricorda, per esempio, che un rubinetto che gocciola può perdere 90 gocce che corrispondono a 4mila litri di acqua all'anno e che ogni volta che si preme lo scarico scorrono fino a 10-12 litri di acqua, un terzo di tutta l’acqua consumata in casa. Per questo puoi: 

  • Installare sciacquoni intelligenti per il risparmio d'acqua
  • Scegliere della doccia anziché del bagno: risparmieresti 1.200 litri di acqua potabile all’anno
  • Riparare tutte le eventuali perdite 
  • Monitorare sempre i tuoi consumi
  • Mangiare in maniera consapevole e responsabile. Per produrre 1 chilo di carne bovina servono circa 15.000 litri d’acqua, per un kg di carne di maiale 4.000 litri, per un kg di carne di pollo 3.900 litri. Per 1 kg di caffè ci vogliono 16.000 litri d’acqua, per uno di grano 1.800 litri.

Fonti | Aea; Unesco; Legambiente