L’albero di Natale di Capitol Hill è un abete rosso, una specie a rischio di estinzione

Proveniente dalle foreste del North Carolina, quest’anno l’albero di Natale di Capitol Hill è un abete rosso, una specie a rischio di estinzione a causa delle piogge acide, del disboscamenti e degli effetti del Climate Change.
Gaia Cortese 30 Novembre 2022

A ventiquattrore dal suo prelievo dalla Foresta nazionale di Pisgah, nel North Carolina, Ruby, un abete rosso (Picea rubens) alto 78 piedi, viaggiava su un rimorchio destinazione Washington, per risplendere sul prato occidentale del Campidoglio durante le feste natalizie.

Ma al di là dello sfavillio natalizio che porterà con se questo maestoso albero, sono in molti ad augurarsi che l’attenzione data a Ruby in questo periodo dell’anno porti a una riflessione sull'importanza degli abeti rossi e sui modi in cui una specie, un tempo messa a dura prova dal disboscamento e dalle piogge acide, ora affronta la minaccia di un clima in rapido riscaldamento. Non solo. La speranza è che la scelta di un abete rosso come albero di Natale del Campidoglio rinvigorisca l’impegno decennale per ripristinare gli alberi nel loro habitat naturale in tutti gli Appalachi, la catena montuosa situata nella parte orientale dell'America del Nord.

Gli abeti rossi, che si contraddistinguono per i robusti aghi giallo-verdi e la forma piramidale, forniscono un habitat chiave per una vasta serie di piante e animali, tra cui specie in via di estinzione come, ad esempio, lo scoiattolo volante del North Carolina. ciò nonostante, negli anni questa specie ne ha sopportato di ogni.

Tra la fine del diciannovesimo secolo e l'inizio del ventesimo, l'abete rosso era particolarmente apprezzato dai taglialegna: il colore chiaro e il suo peso, la venatura diritta e la sua resilienza lo rendeva ideale per la costruzione di strumenti musicali, per la produzione di carta e persino per il taglio del legname destinato all’edilizia.

Successivamente, anni di pesanti disboscamenti hanno ridotto drasticamente la presenza di questi alberi che un tempo dominavano le foreste in tutta la catena degli Appalach e, a peggiorare la situazione, si sono aggiunti i frequenti incendi provocati dalle scintille dei treni utilizzati per trasportare il legname fuori dalle foreste. A sua volta l'inquinamento industriale ha portato al problema delle piogge acide negli anni Sessanta e Settanta, piogge che hanno privato il terreno di sostanze come il calcio e che hanno reso gli alberi più suscettibili ai danni causati dalle elevate temperature invernali.

Solo il Clean Air Act, la legge federale sulla qualità dell'aria degli Stati Uniti, ha ridimensionato il rischio di veder scomparire questa specie e finalmente studiosi e ricercatori hanno iniziato a osservare una lenta ripresa dell'abete rosso a partire dalla seconda metà del ventesimo secolo.

In questi giorni, è il cambiamento climatico  la minaccia più grave a cui gli abeti rossi si trovano esposti. Il Picea rubens, infatti, predilige un ambiente fresco e umido e di contro il caldo estremo e le stagioni più secche continuano a sottoporre la specie a condizioni stressanti.

Come ha spiegato su The Washington Post Katy Shallows, responsabile della strategia di ripristino per il programma Appalachi centrali presso la Nature Conservancy, "è fondamentale mantenere le foreste di abete rosso nelle altitudini più elevate perché saranno il rifugio climatico per molte delle specie che dipendono da esse e molte delle specie che si stanno spostando verso l'alto man mano che il clima diventa più caldo e secco".