L’Amazzonia brucia (più del solito): ottobre è stato un mese da record per la storia della foresta pluviale

Nei primi dieci mesi del 2020 la foresta Amazzonica ha sofferto per gli incendi molto più rispetto all’intero anno precedente e così anche il Pantal, l’altro polmone verde del Brasile. Secondo gli ambientalisti, la responsabilità sarebbe del presidente Bolsonaro, che continua ad anteporre il profitto alla tutela dell’ambiente.
Sara Del Dot 3 Novembre 2020

Durante il mese appena trascorso, gli incendi in Amazzonia sono stati 17.326, un numero che supera del doppio quello dell’anno scorso nello stesso periodo, fermo a circa 7.000. Un ottobre infausto, quindi, in coda a un anno, il 2020, che nei suoi primi dieci mesi ha visto le fiamme colpire la foresta pluviale amazzonica con una portata di oltre il 25% rispetto all’anno precedente, per un totale di 93.356 punti caldi contro i 74.604 dell’anno scorso. In pratica ci sono stati più incendi nei primi 10 mesi del 2020 che nell’intero 2019. Sono i dati diffusi dall’INPE, l’istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile.

Più incendi, quindi, e meno protezione per il polmone verde del mondo. Un polmone sempre più incancrenito da politiche sbagliate e distruttive messe in atto dall’attuale presidente, Jair Bolsonaro, le cui azioni si rivolgono principalmente alle necessità economiche e produttive del Paese, ponendo in ultima posizione nella lista di priorità la questione ambientale e la necessaria difesa del patrimonio naturale del Paese.

Una situazione drammatica interessa anche il Pantanal, l’altro polmone verde del Brasile, la pianura alluvionale situata a Sud del Paese, che ha vissuto il suo anno peggiore nella serie storica di INPE. Qui, i focolai del 2020 fino ad ora sono stati 21.215 contro i 4.413 punti caldi dell’intero 2019. Secondo il Lasa, Environmental Satellite Applications Laboratory, gli incendi hanno distrutto il 28% del Pantanal, per un totale di 4,2 milioni di ettari di foresta.

WWF-Brasile ha sottolineato che negli ultimi anni il governo brasiliano non ha fatto che ignorare gli allarmi degli esperti, favorendo deforestazione e pratiche illegali come il mercato di legname. L’associazione ha sottolineato in un comunicato che i dati forniti dal governo brasiliano siano diversi dalla realtà, e che diversi incendi derivino dall’azione di alcuni criminali che, dopo aver abbattuto la foresta, hanno appiccato il fuoco per ripulire il materiale organico.