L’asfalto riciclato parla romagnolo: inaugurato a Cesena un impianto di ultima generazione

Si chiama “Marini Master Tower” ed è il nuovo impianto di produzione di asfalto a caldo di Pievesestina (una frazione di Cesena), nato anche grazie al supporto dell’Università di Bologna. Qui saranno utilizzate miscele a ridotte emissioni di CO2 e si punterà tutto sul recupero di materiali provenienti da pavimentazioni stradali esistenti, con percentuali di riciclato che potranno arrivare anche al 100%.
Federico Turrisi 9 Settembre 2020

Come produrremo asfalto in futuro? Emettendo meno anidride carbonica e sfruttando materiale di scarto in un'ottica di economia circolare. Due caratteristiche che entrano a far parte del Marini Master Tower di Borgo Pievestina (frazione del Comune di Cesena), il nuovo impianto all'avanguardia per la produzione di asfalto a caldo presentato sabato scorso. All'inaugurazione erano presenti anche il sindaco di Cesena Enzo Lattuca e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

La realizzazione della struttura è il frutto della collaborazione tra le aziende "Marini" e "Impianti Cave Romagna", con il supporto della Cooperativa Braccianti Riminese e dell'università di Bologna. Per produrre un tipo di asfalto che rispetti maggiormente l'ambiente il nuovo centro si servirà di miscele prodotte a ridotte emissioni di CO2, ottenendo per di più un notevole risparmio energetico; ma soprattutto riutilizzerà materiali di riciclo e, in particolare, il fresato proveniente da pavimentazioni di infrastrutture stradali sottoposte ad usura.

L'innovativa soluzione proposta nasce dall'ottimizzazione del processo di produzione delle miscele di conglomerato bituminoso attraverso un completo ricircolo dei gas prodotti, sfruttando al massimo l’energia introdotta. Questo permette di realizzare nuovo asfalto contenente percentuali di riciclato molto elevate, anche fino al 100%, recuperando i materiali provenienti dalle pavimentazioni stradali già esistenti e senza dunque consumare materia prima vergine. Una conferma che l'innovazione tecnologica è un valido alleato per cercare di limitare l'impatto ambientale delle attività umane.