L’avvertimento del ministro Cingolani: “In autunno le bollette di gas e luce aumenteranno del 40%”

A determinare questa impennata è soprattutto l’aumento del prezzo del gas, dovuto alla ripresa economica post-pandemia e alla crescita della domanda globale di energia. Per i cittadini italiani questo potrebbe significare un rincaro fino a 500 euro all’anno in bolletta. Ma il ministro assicura che il governo è al lavoro per contenere i costi.
Federico Turrisi • 14 Settembre 2021

Stangata in arrivo per il portafoglio degli italiani? Nella giornata di ieri il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, in occasione di un convegno organizzato dalla Cgil a Genova, ha sganciato una vera e propria bomba: "lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, il prossimo trimestre aumenterà del 40%. Queste cose vanno dette, abbiamo il dovere di affrontarle". Più chiaro di così… Diciamo subito che l'incremento dei costi dell'energia era ampiamente previsto, anche se le stime degli esperti parlavano di un rincaro tra il 25 e il 30%, e non del 40% come annunciato dal ministro. Ma facciamo un piccolo passo indietro.

Devi sapere che in Italia i prezzi del gas e della corrente elettrica sul mercato tutelato sono fissati all’inizio di ogni trimestre dall'Arera, ossia l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Nel terzo trimestre del 2021 (iniziato il primo luglio), il costo dell’elettricità era salito del 9,9%, mentre quello del gas del 15,3%. L'aumento sulla bolletta elettrica sarebbe stato però del 20%, se il governo non fosse intervenuto per abbassare il rincaro stanziando 1,2 miliardi di euro provenienti dalla vendita di quote di emissioni di carbonio nel sistema Ets (Emissions Trade System).

Le cause

Ma quali sono le ragioni che stanno dietro a un rincaro del genere? Ci sono vari fattori che contribuiscono a questo fenomeno. Innanzitutto, l'aumento del prezzo delle materie prime con cui si produce la maggior parte dell'energia in Europa: petrolio e soprattutto metano. Ricordiamoci che all'interno del mix energetico europeo i combustibili fossili fanno ancora la parte del leone. Con l'economia in fase di ripresa e le attivitè produttive che riprendono a pieno regime, dopo il rallentamento durante la fase acuta dell'emergenza Covid-19, abbiamo assistito a una rapida crescita della domanda di questi beni e a un conseguente aumento dei loro prezzi.

C'è poi un secondo elemento da considerare, ovvero l'aumento del prezzo della CO2 prodotta. In base al principio "chi inquina, paga", le aziende energetiche devono pagare per l'anidride carbonica emessa nell'atmosfera, comprando quote di emissioni nel sistema Ets. I prezzi di questi "permessi" a inquinare però costano sempre di più, dal momento che il meccanismo è stato concepito proprio per spingere le aziende a ridurre le loro emissioni di gas serra e a dare il loro contributo nel contrasto alla crisi climatica; solo che questo porta a un aumento dei costi di produzione di energia e dunque a un rincaro in bolletta.

Le possibili contromisure

Come dicevamo prima, per contenere il rincaro delle bollette di luce e gas sotto il 10% nel terzo trimestre 2021 è intervenuto lo Stato con uno stanziamento di oltre 1,2 miliardi di euro. Per il quarto trimestre 2021, che comincia il 1 ottobre, l'Arera dovrà aggiornare le tariffe, tenendo in considerazione che il prezzo del gas e quello delle quote di carbonio sono salite ancora durante l'estate. Nelle prossime settimane il governo dovrà quindi valutare se ricorrere a un nuovo stanziamento, questa volta più ingente rispetto allo scorso trimestre e quindi più pesante sui conti pubblici, per frenare la salita dei prezzi in bolletta.

Il ministro Cingolani ha assicurato ieri che "il governo è fortemente impegnato per la mitigazione dei costi delle bollette dovuti a queste congiunture internazionali e per fare in modo che la transizione verso le energie più sostenibili sia rapida e non penalizzi le famiglie". La cosa comunque dovrebbe invitare a una riflessione più generale. Il ministro dovrebbe esserne consapevole: bisogna velocizzare il più possibile la transizione energetica, ma occorre anche passare dalle parole ai fatti. Rendiamoci meno dipendenti dalle fonti fossili, investiamo di più nelle rinnovabili e in efficienza energetica. Non c'è altra strada.