Le chiocciole arcobaleno cubane sono a rischio estinzione a causa di traffico illecito e cambiamenti climatici

Tanti piccoli gusci divari colori pastello che brillano e spiccano per bellezza e particolarità. Sono le chiocciole arcobaleno cubane, delle lumache particolari e a rischio estinzione, complice la loro bellezza che attira i traffici illeciti e i cambiamenti climatici.
Sara Del Dot 30 luglio 2020

Sembrano disegnate con colori a pastello da un attento pittore e ad appena un primo sguardo non puoi non rimanere colpito dalla loro bellezza. Bellezza che si manifesta nei colori sgargianti del loro piccolo guscio, tinte che fanno pensare che siano passate per caso sulla tavolozza di uno studio d’arte. Non è un caso infatti che le chiamino “chiocciole arcobaleno cubane” anche se il loro nome scientifico è Polymita. E, l’avrai capito, nonostante si tratti di lumache rappresentano dei veri e propri piccoli gioielli della natura. Come tutti i tesori, però, la loro sopravvivenza è in pericolo. Queste chioccioline cubane, infatti, di cui esistono diverse specie di differenti colori, sono da sempre molto ricercate dall’uomo, che le utilizza come ornamento o le vende ai turisti come souvenir. Per questa ragione la loro presenza in natura si sta rapidamente decimando, al punto che la loro raccolta e commercio sono stati vietati nel 2017 dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione.

Ma come in molti altri casi di animali esotici e considerati preziosi, anche per quanto riguarda le chiocciole cubane è nato un vero e proprio traffico illecito. Stando ai racconti contenuti in un reportage pubblicato sul National Geographic, infatti, sembra che le autorità cubane riescano a individuare e in modo efficace il trasporto di piccole quantità di chiocciole magari a opera dei turisti, ma facciano più fatica a intercettare i grandi traffici a opera della criminalità organizzata. Alle attività umane di bracconaggio e traffico, che stanno causando in tutto il mondo lo spopolamento di numerose specie rare, si aggiungono poi i cambiamenti climatici che modificano gli habitat delicati in cui questi molluschi vivono, quasi sempre arrampicati sugli alberi e sulle foglie, mangiando molluschi e licheni. La loro scomparsa, oltre a rappresentare una grave perdita per la biodiversità mondiale, potrebbe comportare gravi danni a catena per quanto riguarda gli ecosistemi cubani, dal momento che questa lumaca rappresenta l’alimento prediletto di diversi altri predatori che potrebbero trovarsi privi di un’importante fonte di sostentamento.

Che fare quindi per arginare questa perdita? Secondo gli attivisti che da anni operano sul posto per salvaguardare e proteggere questi animali, anche crescendone colonie in cattività per poi liberarli in natura, è molto importante frenare il traffico illecito e il bracconaggio, ma anche sensibilizzare ed educare i turisti sull’importanza di tutelare il grande tesoro che, se sono fortunati, hanno la possibilità di vedere nel proprio habitat, senza per forza volerne portare a casa un “ricordino” che a loro potrebbe costare poco ma di cui sarebbe il Pianeta a pagare il reale prezzo.