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26 Gennaio 2020
14:00

Le emozionanti immagini di un gruppo di tigri e di leoni appena liberati dalle gabbie

Salvati dai circhi del Guatemala e portati in un santuario segreto in Sudafrica , 12 tigri e 5 leoni hanno sfiorato per la prima volta l'erba dopo anni vissuti in cattività. Gli attivisti dell'organizzazione Animal Defenders International, protagonisti di questa operazione di trasloco, davanti a questa scena sono rimasti senza parole.

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Le emozionanti immagini di un gruppo di tigri e di leoni appena liberati dalle gabbie
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Vivere per anni rinchiusi in gabbia, vittime di maltrattamenti e con il cibo molto spesso razionato perché i gestori del circo vogliono risparmiare soldi. Per gli animali tutto ciò costituisce una fonte di sofferenza: privati della libertà, il loro unico scopo diventa intrattenere gli spettatori del circo, per l'appunto. Pensa allora quale sensazione possono aver provato 12 tigri e 5 leoni, tratti in salvo dal Guatemala e portati in un'oasi naturale nella provincia di Free State, in Sudafrica, dopo aver calpestato per la prima volta l'erba. Finalmente liberi, sono immagini davvero toccanti.

Il merito di questa operazione va ad Animal Defenders International (Adi), un organizzazione animalista senza scopi di lucro che dal 1990 si occupa di tutela degli animali, che circa un anno e mezzo fa ha intrapreso una battaglia contro il governo di Guatemala per chiedere un maggiore impegno a far rispettare le norme che vietano lo sfruttamento animale nei circhi. Lo stato centroamericano aveva deciso di bandire gli spettacoli circensi con gli animali già nel 2018, ma si registravano comunque numerose trasgressioni. Adesso questi animali sono tornati nel loro habitat naturale e possono godere di spazi molto più ampi.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.