Le lucciole stanno scomparendo e i colpevoli siamo noi

Ne hai mai vista una dal vivo? Se sei giovane forse no. Questo perché le lucciole fanno parte di quella categoria di insetti che non è più possibile vedere di frequente. E la causa, tanto per cambiare, sono le attività dell’uomo. A cominciare dall’inquinamento luminoso.
Sara Del Dot 28 Dicembre 2019

Ormai le vediamo soltanto nei nostri ricordi o in vecchi film. Le lucciole, quelle piccole creature luminose che nell’immaginario collettivo svolazzano al crepuscolo vicino a una casa di campagna rincorrendosi ed emanando un’affascinante luce verde ormai sono diventate rarissime. Prova a chiederti da quanto non ne vedi una, se mai hai avuto questa fortuna. Se abiti in città è molto probabile che siano trascorsi anni o decenni dall’ultima volta. Ed è un vero peccato. Un tempo imbattersi in questo insetto, forse il più affascinante a cui possiamo pensare, era una possibilità meno remota. Ma adesso?

Per capire cosa sta succedendo al mondo delle lucciole, perché sono diminuite e quale sia il nostro ruolo in questa progressiva scomparsa, ci siamo rivolti a Mauro Gobbi, entomologo e ricercatore presso il Muse di Trento, dove si occupa nello specifico degli effetti dei cambiamenti climatici sugli insetti.

“Le lucciole sono insetti che appartengono al gruppo dei coleotteri, che è lo stesso delle coccinelle e degli scarabei,” spiega Mauro. “In Italia ci sono circa 20 specie differenti. Si trovano soprattutto in luoghi umidi e ombrosi come i boschi, i prati e le siepi. Le lucciole sono conosciute alle persone comuni soprattutto attraverso i loro ricordi, magari durante l’estate, all’imbrunire, quando le si vedeva volare a un metro da terra emettendo questa luce giallina/verdognola.”

Una luce che, sottolinea l’entomologo, deriva da una caratteristica di cui questi insetti sono dotati che è chiamata “bioluminescenza”.

“In pratica le lucciole riescono, grazie a una reazione chimica, a produrre all’interno dell’addome una luce intermittente, che è quella che consente a noi di osservarle.”

Oggi però è molto difficile avere l’occasione di vederle dal vivo, anche e soprattutto a causa di una serie di fenomeni negativi che ne stanno determinando la scomparsa.

“Come molti altri insetti appariscenti, anche le lucciole si prestano molto bene ai discorsi del tipo ‘quando ero giovane ne vedevo molte di più, oggi invece ce ne sono meno’. Ed è vero. Infatti, così come molti altri insetti anche le lucciole sono sottoposte a tutti quei fattori di impatto ambientale e antropico come i cambiamenti climatici e la scorretta gestione del territorio che ne stanno determinando la scomparsa o comunque in generale una forte riduzione.”

Riduzione che purtroppo non è quantificabile in modo preciso dal momento che in Italia non esiste alcuno studio specifico su questi insetti, che non rientrano nel novero di alcuna specie protetta da normativa e non si ritiene quindi necessario effettuare monitoraggi per valutarne lo stato di salute.

“Sulle lucciole non ci sono dati, non sono mai stati fatti studi specifici né sulla loro distribuzione sul territorio né sulla consistenza delle popolazioni. Tuttavia abbiamo a nostro supporto la letteratura scientifica europea, infatti ci sono altre nazioni, una tra tutte l’Inghilterra, che hanno realizzato dei lavori scientifici per valutare lo stato di salute di questi insetti. E tutti questi lavori sono concordi nel dire che negli ultimi anni si è verificato un importante calo nella popolazione delle lucciole. Un lavoro di questo tipo in Italia è stato fatto nel 2013 per la città di Torino. L’obiettivo di questo studio era cercare di capire quale fosse la loro distribuzione nella zona e anche in quel caso si è visto che la densità della popolazione varia da zona a zona in relazione ad alcuni parametri.”

E quali sarebbero questi parametri? Il primo tra tutti è, naturalmente, l’inquinamento luminoso. La presenza di una forte luminosità infatti fa perdere l’orientamento alle lucciole che non riescono più a comunicare tra loro. Ed è il principale fattore a cui viene ricondotta la progressiva scomparsa di questi insetti.

“Quello che emerge nella maggior parte dei lavori è senza dubbio l’inquinamento luminoso. La luminosità esterna infatti rappresenta una fonte di estremo disturbo per le lucciole dal momento che comunicano tra di loro tramite la bioluminescenza. La loro luce è una forma di comunicazione tra maschio e femmina funzionale alla riproduzione, in pratica serve per attrarre il partner e quindi accoppiarsi. Questa luce però è molto fioca e quindi se loro volano in un contesto molto luminoso quale può essere un viale urbano o un parco pubblico, non riusciranno a comunicare perché non si vedono. È stato infatti riscontrato un legame molto negativo tra la distribuzione delle lucciole e l’intensità luminosa. In pratica, dove ho tanta luce ci sono poche lucciole, mentre dove ho poca luce ce ne sono di più.”

Ma, seppur il principale, la luce non è l’unico fattore che mette a rischio la sopravvivenza delle lucciole. C’è, ad esempio, l’utilizzo degli insetticidi.

“Allo stadio larvale le lucciole si alimentano soprattutto di chiocciole di lumache, che sono degli organismi considerati dannosi per l’agricoltura. Per eliminare queste chiocciole vengono quindi utilizzati in ambito agricolo diversi insetticidi. La conseguenza è che le larve di lucciola si trovano ad avere una minore disponibilità di cibo, oltre all’impatto stesso degli insetticidi che non fanno bene neanche a loro. Senza cibo, quindi, le lucciole non riescono a sopravvivere.”

Un altro fattore importante riguarda il più ampio discorso della gestione del territorio.

“La scorretta gestione del territorio da parte dell’uomo è un altro dei fattori che stanno determinando la scomparsa delle lucciole. Perché se provi a pensare a un luogo in cui ricordi di aver visto delle lucciole è probabile che si tratti di un prato o di un bosco. Ma nel momento in cui andiamo a tagliare i boschi togliendo quelle zone ombrose e umide di cui le lucciole hanno bisogno per vivere oppure convertiamo un prato in una monocoltura come un campo di mais o un meleto, andiamo a eliminare l’habitat tipico in cui vive una lucciola. Quindi è proprio l’alterazione, la modifica del paesaggio agrario e l’incremento dell’urbanizzazione che sta portando alla perdita degli habitat in cui vivono e si riproducono questi insetti. La diminuzione di zone boschive e dei prati che le inframezzano è un problema. La scomparsa delle siepi è un problema. Perché non hanno più un posto in cui andare e in cui riprodursi.”

E cosa accadrebbe se le lucciole scomparissero? Qual è il loro ruolo all’interno del nostro ecosistema?

“Non è ancora chiara la funzione di alcune specie all’interno dell’ecosistema. Tuttavia, già il fatto che esistano significa che un ruolo sul Pianeta lo hanno dal momento che ogni cosa è concatenata e ogni organismo rappresenta un anello di questa catena. Sicuramente il fatto che le larve si nutrano di chiocciole e lumache significa che la loro presenza consentirebbe di contenere la diffusione di questi parassiti in ambiente agrario. Ma non dimentichiamo che, come la maggior parte degli insetti, le lucciole sono importante fonte di nutrizione per molti organismi predatori come uccelli, piccoli mammiferi, rettili, anfibi.. Quindi la mancanza di questi insetti significa riduzione di disponibilità di cibo per altri animali.”