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28 Ottobre 2020
13:00

Le mascherine impiegano 450 anni per degradarsi nell’ambiente

Una mascherina chirurgica gettata a terra può metterci anche 450 anni a biodegradarsi e scomparire nell’ambiente. Per questo è fondamentale gettarle nell’indifferenziato oppure in una busta apposita, oltre a cercare di utilizzare delle alternative sicure e lavabili.

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Le mascherine impiegano 450 anni per degradarsi nell’ambiente
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Le indossiamo ogni giorno quando camminiamo per strada, ne abbiamo decine di scorta in casa, le cambiamo spesso (anche se magari non quanto dovremmo) gettandole via con regolarità. Da diversi mesi ormai le mascherine sono diventate il nostro inseparabile compagno di giornate e non si sa quante ne sono passate per le nostre mani e le nostre bocche.

Ma per quanto siano necessarie per salvaguardare la nostra salute e quella degli altri in epoca di pandemia, le mascherine stanno rappresentando anche un rischio ambientale di proporzioni enormi. Essendo usa e getta, infatti, si sono trasformate in un nuovo rifiuto indifferenziato difficilissimo da gestire, soprattutto perché troppo spesso trattato con superficialità.

Le avrai notate anche tu mentre cammini per strada, mentre passeggi in un parco, mentre prendevi il sole in spiaggia quest’estate. Le mascherine sono ovunque. Abbandonate, cadute, volate via dal tavolino di un bar o dalla tasca del cappotto, da tempo ormai costellano l’ambiente nell’indifferenza generale. Creando una bomba ambientale senza precedenti.

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Dell’inquinamento delle mascherine ne avevamo già parlato, soprattutto per quanto riguarda la loro ormai comprovata e imponente presenza in mare che sta già provocando danni enormi agli ecosistemi. Oggi il bilancio si aggrava, dal momento che è emerso che le mascherine chirurgiche impiegano circa 450 anni per degradarsi. A evidenziare questa informazione è stato il Dipartimento per l’ambiente marino del Servizio sanitario pubblico federale belga, che ha appena avviato una campagna per sensibilizzare i cittadini sull’inquinamento da mascherine monouso chiedendo loro di gettarli negli appositi contenitori oppure di utilizzare mascherine lavabili.

Quello dell’inquinamento da mascherine è un problema enorme, da arginare al più presto dal momento che, proprio come la plastica, essendo disperse anche in mare potremmo facilmente ritrovarci le chirurgiche nel pesce che ci arriva in tavola.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.