Le stelle marine non si toccano: bastano pochi secondi fuori dall’acqua di mare per ucciderle

Le stelle marine sono creature bellissime che vivono nei mari di tutto il mondo. Non sono a rischio di estinzione, per quanto soffrano dei cambiamenti climatici in atto, ma sono spesso minacciate dal comportamento superficiale dell’uomo che non ne conosce l’innata fragilità.
Gaia Cortese 26 luglio 2019

Negli oceani di tutto il mondo si contano 2000 specie di stelle marine. Sono creature bellissime, singolari, ma soprattutto molto delicate. Minacciate purtroppo anche loro dai cambiamenti climatici, le stelle marine possono soffrire particolarmente per l’aumento della temperature delle acque di mari e oceani.

Negli ultimi anni, per esempio, una dozzina di specie al largo delle coste nord-occidentali dell’Oceano Pacifico sono state colpite dalla sindrome da deperimento fisico (Asteroid idiopathic wasting syndrome). Premesso che le cause di questa malattia possono essere sia ambientali sia patogene, nel caso del Pacifico si è comunque verificata una morte in massa di stelle marine, tanto che questa sindrome è stata dichiarata come la più estesa e distruttiva malattia che abbia mai colpito degli invertebrati marini, con conseguenze preoccupanti anche sull’equilibrio degli ecosistemi marini. Tra il 2013 e il 2014 l’epidemia ha decimato in particolare la popolazione delle stelle marine girasole e di altre specie di stelle marine più grandi.

Una stella marina girasole

Un altro pericolo per le stelle marine è l’esposizione all’aria che in diverse specie può addirittura causare un’embolia con conseguenze letali per l'animale. Le stelle marine sono dotate di branchie sul loro corpo, che vengono usate per lo scambio di gas necessario per mantenersi in vita. Rimuovendo una stella marina dall’acqua, le viene tolta la possibilità di respirare. Ma quello che forse non tutti sanno è che possono essere letali anche pochi secondi fuori dall’acqua, oltretutto le stelle marine che sono state esposte all’aria rischiano di morire per embolia anche a distanza di giorni, anche se vengono rimesse in acqua.

Le stelle marine non vanno toccate. È un comportamento scorretto a tutti gli effetti, un atto immorale che lede l’ecosistema e l'ambiente, perseguibile dalla legge. L’articolo 544 del Codice Penale, infatti, recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro".