L’eco-menù di Greenpeace: 10 consigli per una spesa più amica del clima e dell’ambiente

Preferisci le proteine vegetali, la frutta e la verdura alla carne. Fai attenzione a non comprare troppi imballaggi e ricordati di portare con te la busta della spesa. Riduci il consumo di latte e fai attenzione al sottocosto. Sono alcuni dei consigli che trovi nell’eco menù di Greenpeace, 10 regole per fare la tua spesa rispettando il Pianeta.
Gaia Cortese 4 dicembre 2019

Dieci consigli per una fare una spesa amica del clima e dell'ambiente, raccolti in un “eco menù” pubblicato da Greenpeace. Dieci consigli per guardare al futuro, ma che sono ben radicati nel passato, tanto che basterebbe ispirarci a come facevano la spesa le nostre nonne per non fare troppi errori.

Quello dei cambiamenti climatici e della sostenibilità ambientale è un argomento sempre più associato al cibo: il sistema alimentare è responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas serra e questa incombenza è in parte dovuta alle diete alimentari diffuse nei paesi ricchi, in cui è prevalente il consumo di prodotti di origine animale e di cibi ultra processati.

Il sistema alimentare è responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas serra.

Le scelte alimentari che fai ogni giorno possono avere degli effetti insostenibili, più di quello che potresti immaginare. Anche la fettina di carne comprata al supermercato sotto casa potrebbe avere la sua parte di responsabilità. Il mangime usato nell’allevamento intensivo da cui proviene, per esempio, potrebbe contenere soia coltivata su un terreno deforestato. Colpevolizziamo il trasporto leggero e quello dell'industria, ma gli allevamenti intensivi sono la seconda causa di formazione di polveri sottili in Italia e il settore zootecnico contribuisce alla produzione di gas che alterano il clima, quanto l’intero settore dei trasporti.

Ecco allora che un impegno quotidiano da parte di tutti per combattere i cambiamenti climatici è più che necessario. Anche semplicemente ridurre il consumo di carne e aumentare quello delle verdure e delle proteine vegetali, contenere al minimo gli imballaggi portandosi sempre dietro la busta della spesa e preferire il biologico, possono essere i primi passi da fare per rispettare clima e ambiente.

Gli allevamenti intensivi sono la seconda causa di formazione di polveri sottili in Italia.

“Come consumatori possiamo fare molto per invertire questa tendenza attraverso le nostre scelte quotidiane – ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia -. Anche la politica deve fare la sua parte. Servono scelte chiare ed efficaci: utilizzare i fondi pubblici della Politica agricola comune (PAC) per il sostegno delle produzioni ecologiche e non per quelle intensive, approvare una normativa europea per fermare il commercio di materie prime prodotte distruggendo le foreste, e impegnarsi ad istituire una rete di santuari marini per proteggere almeno il 30 per cento dei nostri mari”.

Frutta e verdura

Scegli frutta e verdura di produzione locale, di stagione, il più possibile biologica, che non porta residui di pesticidi a tavola e non danneggia l’ambiente.

Carne

Riduci il tuo consumo di carne e derivati: massimo una o due porzioni a settimana, proveniente da allevamenti ecologici e da produttori che conosci direttamente. Un modo per entrare in contatto con loro è rivolgersi ai gruppi di acquisto solidale (GAS). Attenzione poi alla dicitura che puoi trovare sulle confezioni “prodotto italiano”, che non offre reali garanzie sul metodo di allevamento.

Uova

Acquista sempre uova da allevamento biologico all’aperto. Le puoi riconoscere facilmente perché sul guscio riportano nel codice alfanumerico uno "0" come primo numero.

Latticini

Limita il consumo di latte e derivati a 600 grammi a settimana e privilegia latte e latticini provenienti da allevamenti ecologici. Qui gli animali sono allevati all’aperto e la loro alimentazione si basa principalmente sul pascolo e sui residui agricoli.

Pesce

Leggi sempre l’etichetta per scegliere pesce di stagione, locale o pescato in modo artigianale, piuttosto che quello allevato o pescato con metodi distruttivi.

Sottocosto

Scegli la qualità e non la quantità. Ogni prodotto ha una sua storia e spesso, in caso di “sottocosto”, dietro a un’apparente convenienza, ci sono storie di sfruttamento dei lavoratori, aste al ribasso sui prezzi e uso di erbicidi, insetticidi e fertilizzanti.

Mode sostenibili

Evita di acquistare avocado, banana, ananas e quinoa. Nei paesi in cui si producono questi frutti esotici le monocolture si espandono a discapito delle foreste e dei diritti umani. Esistono alternative locali ugualmente salutari.

Proteine vegetali

In alternativa alla carne, le proteine vegetali si trovano nella frutta secca (noci, nocciole, pinoli e mandortle), nei legumi (fagioli, ceci, lenticchie fave e psielli) e in alcuni cereali.

Confezioni

Porta sempre con te la borsa della spesa e preferisci sempre lo sfuso.

Cibi processati

Il cibo industriale, ultra processato e confezionato, ha spesso un basso valore nutrizionale e non è amico dell’ambiente, nè tantomeno della tua salute. Per cui non mangiare nulla che tua nonna non riconoscerebbe come cibo!

Fonte | Greenpeace