Legambiente spegne 40 candeline. Il presidente Ciafani: “Per il 50esimo compleanno stop ai sussidi alle fonti fossili”

La storica associazione ambientalista festeggia 40 anni di attività con un evento online, insieme a numerosi ospiti tra cui il ministro dell’ambiente Sergio Costa: sarà l’occasione per ripercorrere le battaglie portate avanti dal “cigno verde” e per gettare uno sguardo sulle sfide che attendono il nostro paese in ambito ambientale. Intervista al presidente nazionale.
Federico Turrisi 20 maggio 2020

Quarant'anni e non sentirli. Il 20 maggio 1980 nasceva l'associazione ambientalista più importante in Italia: Legambiente. Quattro decenni all'insegna dell'impegno per la tutela e la valorizzazione dell'ambiente, con numerose iniziative sul territorio e campagne itineranti che hanno coinvolto migliaia di cittadini.

Per celebrare questa ricorrenza, stasera alle ore 21:30 è previsto un webinar, una sorta di "festa digitale", a cui sarà possibile partecipare collegandosi sui siti internet oppure sulle pagine Facebook di Legambiente e La Nuova Ecologia. All'evento, moderato dal giornalista e conduttore di Caterpillar AM Radio2Rai Filippo Solibello, interverranno il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, il ministro dell'ambiente Sergio Costa, il presidente di Libera don Luigi Ciotti, il presidente del Kyoto Club Catia Bastioli, la professoressa di Ecologia all'Università di Siena Cristina Fossi e il cantante rock Piero Pelù.

"Oggi festeggiamo con sei amici di lunga data che rappresentano un po' i mondi con cui Legambiente si è confrontato in questi 40 anni: c'è la manager conosciuta a livello internazionale, c'è la scienziata che è un riferimento per lo studio dell'impatto ambientale dei rifiuti marini, c'è il presidente della principale associazione antimafia italiana, c'è il cantante rock che ha fatto dell'impegno civile e ambientale una delle sue ragioni artistiche e infine c'è il rappresentante dello Stato che, prima da generale dei Carabinieri e poi da ministro, si è battuto e si batte per contrastare le ecomafie", commenta Stefano Ciafani.

Presidente, 40 anni rappresentano un traguardo notevole. Che significato ha questa festa per Legambiente?

"Vogliamo ricordare al paese come è cambiata l'Italia grazie anche al lavoro che ha svolto l'associazione. Perché questo è il paese che non ha più le centrali nucleari dal 1987 grazie al referendum che abbiamo promosso noi. Questo è il paese che dal 2015 ha i delitti ambientali nel codice penale con la legge sugli ecoreati che siamo riusciti a far approvare dopo 21 anni. In passato il volontariato ambientale si basava quasi esclusivamente sul volontariato assistenziale, legato alla salute delle persone. Oggi migliaia di persone partecipano alla pulizia delle spiagge e degli spazi verdi. E questa è una conquista culturale del nostro paese".

Nell'arco di 40 anni l'attivismo ambientalista è cambiato insieme alla società. Che strada prenderà adesso, considerando anche l'incognita legata al Covid-19?

"Non ci siamo mai fermati e non ci fermerà neanche l'emergenza legata al Covid-19. I nostri volontari hanno lavorato insieme alla Protezione Civile e alla Croce Rossa per aiutare le persone. Il terzo settore è sempre in prima linea. È chiaro che nei prossimi mesi l'obbligo del distanziamento fisico ci imporrà di rivedere le modalità operative; ma continueremo a monitorare le acque dei laghi e del mare e a svolgere le iniziative di volontariato rispettando le norme di sicurezza ed evitando assembramenti. In attesa che arrivi una cura o un vaccino contro il coronavirus. Facciamo il tifo per la scienza, come abbiamo sempre fatto in questi 40 anni".

Non a caso anche Greta Thunberg e il movimento Fridays for Future ricordano quanto sia importante per l'ambientalismo poggiarsi su basi scientifiche.

"È così. Ogni giorno combattiamo contro le fake news, anche quelle riguardanti l'ambiente. Il nostro paese ha bisogno di andare avanti, costruendo per esempio impianti di digestione anaerobica per il trattamento dei rifiuti, deve produrre energia elettrica dall'eolico sia a terra sia off-shore, deve potenziare infrastrutture, come ferrovie e depuratori, e realizzare opere per ridurre il rischio idrogeologico. La messa in sicurezza del territorio deve essere una delle priorità. Bisogna spiegare ai cittadini che queste infrastrutture sono necessarie per il futuro del paese e del pianeta".

Ha appena ricordato alcune delle sfide che si trova di fronte l'Italia. Qual è la più importante a suo modo di vedere?

"I prossimi dieci anni saranno decisivi per le sorti dell'intero pianeta. Noi vogliamo festeggiare il cinquantesimo compleanno di Legambiente, che sarà appunto nel 2030, con l'azzeramento dei sussidi statali ai combustibili fossili. Ancora oggi in Italia fonti inquinanti come il carbone, il petrolio e il gas godono di quasi 19 miliardi di euro in sussidi, ossia soldi dei contribuenti, contro i 15 dati alle fonti pulite. È la più grande contraddizione del nostro paese. Nel 2030 vorremmo raccontare che grazie all'attività di pressione sul governo italiano siamo riusciti a eliminare questa contraddizione e a dare un importante contributo nella transizione energetica e nella lotta contro la crisi climatica".

L'Italia, e più in generale l'Unione Europea, si stanno mostrando all'altezza di tali sfide?

"Noi abbiamo bisogno della migliore Europa. Ci ha permesso di chiudere la discarica di Malagrotta a Roma per esempio, e ci permetterà, per quanto possibile, di contenere il problema dello smog nella pianura padana. Grazie alle direttive europee e grazie anche alle multe, alle procedure di infrazione, l'Italia potrà fare quello che senza il pungolo dell'Europa farebbe con maggiore fatica. Ma va anche detto che talvolta siamo stati più bravi dell'Unione Europea. Le leggi italiane sulla limitazione della plastica monouso, battaglia storica di Legambiente, sono arrivate prima delle direttive europee. È giusto ricordare che noi italiani sappiamo anche fare le cose per bene, e in questo senso l'associazione è sempre pronta a dare il suo contributo".