L’energia idroelettrica, la rinnovabile più usata

Trasformare l’energia dell’acqua in elettricità è un procedimento vecchio millenni, che ha tanti vantaggi, ma anche qualche problema.
Gianluca Cedolin 7 agosto 2020

Tra le energie che utilizzano una fonte rinnovabile, quella idroelettrica è sicuramente la più antica, e ancora la più diffusa al mondo oggi. Dai mulini mesopotamici agli acquedotti romani, sono secoli, anzi millenni che noi uomini scopriamo metodi per sfruttare l'energia dell'acqua per produrre elettricità. Cerchiamo quindi di capire cos'è e come funziona l'idroelettrico, e soprattutto quali sono i suoi vantaggi e i suoi svantaggi.

Cos'è e come si produce

È un tipo di energia rinnovabile che sfrutta il movimento di grandi masse d'acqua e la loro energia potenziale per trasformarla in elettricità. L'energia gravitazionale presente nelle masse d'acqua viene trasformata in energia cinetica attraverso la caduta dell'acqua da grandi altezze oppure le masse di acqua dei fiumi. Per fare questo vengono creati nel corso di laghi e fiumi dei bacini artificiali, delle dighe e delle condotte forzate. L'energia cinetica ottenuta viene poi trasformata, attraverso un sistema di alternatori e turbine, in elettricità, che può essere utilizzata grazie alle centrali idroelettriche.

I numeri dell'idroelettrico in Italia

In Italia, nel 2019 il 41% dell'energia da fonti rinnovabili è stata prodotta con l'idroelettrico (il doppio del fotovoltaico, al 21,2%, e dell'eolico, al 17,5%). Ci sono quasi 4.300 impianti (con impiegate oltre 15mila persone), che producono ogni anno 46 Twh (Terawattora). Come si legge in questo focus di Sorgenia, siamo quarti in Europa per energia idroelettrica generata dopo Norvegia, Svezia e Francia, e negli ultimi anni abbiamo aumentato del 10% la potenza.

I vantaggi

È a basso impatto ambientale e rinnovabile, o comunque sarà disponibile fino a quando avremo acqua dolce o salata. È inoltre molto economica, perché una volta costruiti gli impianti, le dighe e tutto il necessario, la pioggia e la neve garantiscono una continua (e gratuita) disponibilità della materia prima. Il tutto in tempi veloci, perché una centrale idroelettrica riesce a passare dall'impianto fermo alla massima velocità in pochi minuti.

Gli svantaggi

Detto che la fonte di questa energia è potenzialmente inesauribile, è anche soggetta alle contingenze degli agenti atmosferici: se una zona viene colpita per molto tempo da siccità, la disponibilità dell'acqua non sarà più la stessa. L'impatto ambientale dell'idroelettrico va anche misurato nella necessità di costruire dighe, condotte e centrali che deturpano i paesaggi, portando al disboscamento e alla cementificazione delle aree montane, per esempio.

E poi c'è anche un'altra cosa da non sottovalutare, sulla quale ha acceso i riflettori uno studio dell'Environmental defense fund, pubblicato sull'Environmental science & technology e ripreso dal sito Rinnovabili.it. L'indagine pone l'accento sull'impatto in termini climatici delle centrali idroelettriche. Se infatti stiamo parlando di un'energia rinnovabile, in alcun casi (quando c'è molta richiesta di elettricità, e quindi il livello dell'acqua negli invasi a monte delle dighe si abbassa) i sedimenti sul fondo si riscaldano e favoriscono un'attività microbiotica che rilascia metano nell'atmosfera. Inoltre, non vanno trascurate le emissioni di anidride carbonica generate nello sviluppo iniziale degli impianti.

Analizzando le emissioni di CO2 e metano di 1.473 impianti in oltre 100 paesi, i ricercatori hanno scoperto emissioni maggiori rispetto a quelle degli impianti solari, eolici e nucleari e, in rari casi, superiori anche quelle di centrali che usano combustibili fossili. Si tratta comunque di risultati isolati, che dipendono molto dal luogo e dallo stato delle centrali: in Europa, i nuovi impianti hanno impatti climatici assolutamente trascurabili, e rappresentano una fonte di energia rinnovabile preziosa.