Leonardo Bonucci e la malattia del figlio Matteo: “Ho preso il suo orsetto e ho parlato con Dio”
Un orsetto bianco stretto tra le mani e una preghiera rivolta a Dio mentre il figlio di appena due anni era in sala operatoria. Leonardo Bonucci ha raccontato uno dei momenti più difficili della sua vita, tornando all'estate del 2016, quando il piccolo Matteo fu sottoposto a un delicato intervento d'urgenza dopo la scoperta di una massa vicino al cervelletto.
Ospite del podcast Il Fienile, l'ex difensore della Juventus e della Nazionale ha ripercorso quelle settimane di paura, durante le quali il calcio era improvvisamente passato in secondo piano. Nel ricordo del calciatore c'è soprattutto un'immagine: quella di lui seduto in un angolo della stanza d'ospedale, con il peluche del figlio tra le mani. “Sia fatta la tua volontà, gli ho detto, ma non dimenticare che è solo un bambino”.
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Era l'estate del 2016 e Leonardo Bonucci era reduce dagli Europei in Francia, dove l'Italia di Antonio Conte era stata eliminata ai quarti di finale dalla Germania ai calci di rigore. Proprio Bonucci aveva segnato il gol dell'1-1 durante i tempi regolamentari, battendo Manuel Neuer dal dischetto.
Le sue prestazioni avevano attirato anche l'attenzione del Manchester City di Pep Guardiola. Ma mentre si parlava del suo futuro professionale, nella vita privata del difensore stava per accadere qualcosa che avrebbe cambiato completamente le sue priorità.
Dopo il torneo, Bonucci era partito per Formentera con la famiglia. Durante la vacanza, lui e la moglie Martina Maccari avevano iniziato a notare alcuni comportamenti insoliti nel piccolo Matteo.
“Molto spesso sul lettino era assente, dormiva. Cosa non da lui, un bambino vivace e pieno di energia”, ha raccontato il calciatore.
In un primo momento i genitori avevano collegato quella stanchezza a un precedente intervento per una piccola ernia inguinale. Poi erano arrivati altri episodi preoccupanti.
Il racconto di Bonucci: “Matteo ha sputato del liquido biancastro”
Durante il podcast, Bonucci ha ricordato una mattina in particolare, quando il bambino si era svegliato improvvisamente mentre dormiva con il fratello.
“È venuto in sala e ha sputato del liquido biancastro. Dopo dieci minuti la stessa cosa”, ha spiegato l'ex difensore.
I genitori avevano immediatamente chiamato la guardia medica, che aveva ipotizzato una meningite nonostante l'assenza di febbre. Una volta rientrata a Torino, la famiglia aveva vissuto un breve periodo di apparente tranquillità, prima che nuovi episodi spingessero Leonardo e Martina a chiedere ulteriori accertamenti.
Al pronto soccorso, una risonanza magnetica aveva rivelato una situazione ben più seria di quanto immaginassero.
“La professoressa ci ha detto che Matteo aveva una massa di otto centimetri vicino al cervelletto”, ha ricordato Bonucci.
“Ho tirato un pugno al muro”: la reazione alla diagnosi
La notizia aveva sconvolto il calciatore, che nel podcast ha raccontato senza nascondere la propria reazione.
“Ho tirato un pugno al muro. Mia suocera l'ha sentito a due camere di distanza”.
Per Bonucci e sua moglie erano iniziate ore di angoscia. I medici avevano disposto un intervento urgente e Matteo, che all'epoca aveva soltanto due anni, era stato portato in sala operatoria.
L'operazione avrebbe dovuto durare circa tre ore, ma si era protratta per oltre sette. Un'attesa interminabile per i genitori, sospesi tra la paura e la speranza.
Prima dell'intervento, però, il piccolo Matteo aveva regalato al padre un gesto che Leonardo non ha mai dimenticato.
“Matteo era sul lettino, frastornato dall'anestesia, e per salutarmi mi ha fatto il verso del leone. Mi ha dato tanta speranza”.
La preghiera di Bonucci con l'orsetto bianco del figlio
Uno dei passaggi più intensi del racconto riguarda proprio le ore trascorse in ospedale mentre Matteo era sotto i ferri.
Leonardo Bonucci ha ricordato di essersi ritrovato nella stanza di ricovero del bambino, dove aveva raccolto il suo orsetto bianco. Si era seduto in un angolo e, stringendo il peluche, aveva rivolto una preghiera a Dio.
“Sia fatta la tua volontà, gli ho detto, ma non dimenticare che è solo un bambino”.
Un momento di grande fragilità per il difensore, abituato a gestire la pressione degli stadi e delle partite più importanti, ma impotente davanti a ciò che stava accadendo al figlio.
In quelle settimane anche il pensiero di lasciare il calcio si era fatto concreto. “Non riuscivo a pensare al calcio in quelle settimane”, ha ammesso Bonucci, ricordando quanto la vicenda familiare avesse assorbito ogni sua energia.
Come sta oggi Matteo, il figlio di Leonardo Bonucci
L'intervento si concluse positivamente e Matteo riuscì a superare quel momento così delicato. A distanza di anni, Bonucci ha raccontato anche come sia cambiata la vita del figlio dopo l'operazione.
“Oggi Matteo ha dodici anni e fa tutto quello che può con i suoi limiti. Non può fare sport di contatto, però si diverte giocando a tennis”, ha spiegato l'ex calciatore nel podcast.
Una quotidianità fatta di attività, passioni e alcune limitazioni, dopo un'esperienza che ha segnato profondamente tutta la famiglia.
Per Leonardo Bonucci, che nella sua carriera ha conquistato numerosi trofei e vinto l'Europeo con l'Italia nel 2021, il ricordo dell'estate 2016 resta legato soprattutto a quelle sette ore di attesa fuori dalla sala operatoria. E a quell'orsetto bianco diventato, per qualche istante, il simbolo di tutta la speranza di un padre.