L’hamburger vegetale esiste e si chiama proprio così: parola dell’Unione Europea

Qualche giorno fa il Parlamento europeo si è trovato a votare alcuni emendamenti che prevedevano di impedire che alimenti simili alla carne ma di origine vegetale potessero chiamarsi utilizzando diciture che rimandassero al mondo della macelleria, come salsicce, hamburger, bistecca. Secondo l’Ue, queste diciture accompagnate dall’indicazione dei loro ingredienti vegetali, non possono confondere il consumatore.
Sara Del Dot 27 Ottobre 2020

Se li hai sempre chiamati hamburger vegetali, salsicce di soia e bistecche vegane questa notizia non ti cambierà la vita. Se invece ti sei sempre rifiutato di definirli tali perché “la carne è carne” e secondo la tua opinione si possono chiamare così soltanto i prodotti di origine animale, sarai costretto a ricrederti. A deciderlo infatti non sono le associazioni animaliste ma il Parlamento Europeo.

Qualche giorno fa, il 23 ottobre 2020, proprio al Parlamento europeo è avvenuta una votazione su un tema che potrà farti sorridere, ma che per gli addetti ai lavori aveva un valore importante perché riguarda i prodotti alimentari in circolazione sul mercato. L’oggetto della valutazione erano infatti alcuni emendamenti che prevedevano una regolamentazione delle diciture con cui si identificano prodotti realizzati con vegetali ma chiamati con il nome dei loro corrispettivi “carnivori”. In pratica, gli esponenti dell’industria della carne chiedevano che i prodotti a base di soia, seitan, verdure e tofu non potessero più essere chiamati con nomi “presi” dal mondo della carne come ad esempio “bistecca”, “salame”, “hamburger”, “affettato”. Questo perché, a loro avviso, l’utilizzo di tali diciture potrebbe confondere il consumatore.

Ma l’Europarlamento non l’ha vista allo stesso modo e ha votato contro queste proposte, ritenendo che questi prodotti possano continuare a essere chiamati come i loro corrispettivi onnivori, sempre naturalmente sottolineando che si tratta di sostanze “a base vegetale”, “prive di carne”, “vegane” o “vegetariane”. Infatti, secondo la Senior Food Policy Officer del Beuc, Camille Perrin, i consumatori non possono essere confusi o aggirati da un prodotto sulla cui etichetta è specificata la composizione “vegetale” e “priva di elementi di origine animale”.

Cosa che dal 2017, a seguito di una sentenza della Corte Ue, non può accadere, invece, per i prodotti a base vegetale utilizzabili in sostituzione del latte. Infatti, a differenza di quanto accade per hamburger e salami vegetali, le bevande a base di soia, riso e mandorle o gli altri prodotti che potrebbero essere consumati in sostituzione di latte e yogurt non possono in alcun modo essere caratterizzati da termini che rimandino al mondo lattiero-caseario.

Fonte | Parlamento Europeo