Libano, il lago si riempe di 40 tonnellate di pesci morti. Il sospettato numero uno? L’inquinamento

Hanno fatto il giro del mondo le immagini provenienti dal lago artificiale di Qaraoun invaso da migliaia di carcasse di pesci. Da tempo gli ambientalisti denunciano una situazione insostenibile nel lago e nel fiume Litani, le cui acque sono inquinate da reflui e rifiuti scaricati abusivamente.
Federico Turrisi 5 Maggio 2021

Sono davvero impressionanti i filmati che arrivano dal lago di Qaraoun, nel Libano orientale (si tratta di un lago artificiale formato da una diga sul fiume Litani, il più lungo del Paese): negli ultimi giorni migliaia di pesci – gli attivisti e i pescatori di Qaraoun parlano di 40 tonnellate, qualcosa di mai visto prima – sono stati ritrovati senza vita. Galleggiano sull'acqua oppure rimangono abbandonati sulle rive del lago, attirando sciami di mosche. La puzza emanata dalle carcasse in decomposizione ha invaso perfino i centri abitati della zona.

Ma qual è stato il motivo di una tale moria? La causa esatta del fenomeno non è stata ancora individuata. Tra le ipotesi, anche quella di un virus che ha colpito i pesci. L'altro indiziato principale è l'inquinamento idrico. Per anni le associazioni ambientaliste hanno denunciato una situazione da disastro ecologico nel fiume Litani, dove finiscono acque reflue scaricate senza rispettare le norme e rifiuti dispersi nell'ambiente. Nel 2018 è stata addirittura vietata la pesca nel lago artificiale proprio a causa dell'inquinamento. Insomma, anche questa volta sembra proprio che ci sia lo zampino dell'uomo.