L’impegno di Recup contro lo spreco: “Salviamo dai mercati di Milano il cibo buono che andrebbe buttato”

Nato nel 2014 in Francia come gruppo informale e poi come associazione a Milano nel 2016, Recup unisce lotta allo spreco alimentare e inclusione sociale, recuperando da una decina di mercati scoperti milanesi la frutta e la verdura rimasta invenduta che rischia di deperire e ridistribuendola a chi più ne ha bisogno.

5 Febbraio 2021
9:00
40 condivisioni
L’impegno di Recup contro lo spreco: “Salviamo dai mercati di Milano il cibo buono che andrebbe buttato”
Immagine

Se c'è un argomento che non ti può lasciare indifferente, questo è lo spreco alimentare. È inaccettabile che del cibo buono finisca nell'immondizia e intanto ci siano milioni, anzi miliardi di persone, che fanno fatica ogni giorno a mettere qualcosa sotto i denti. Per fortuna,  in Italia ci sono tante realtà, del terzo settore e non solo, che si adoperano per contrastare questa autentica piaga. Una di queste è Recup, associazione di promozione sociale nata a Milano nel 2016.

Hai mai notato quanta frutta e verdura ancora buona rischia di essere buttata quando c'è il mercato? I motivi possono essere diversi: la merce è leggermente danneggiata o matura, oppure deforme, o ancora non si è in grado di garantirne la conservazione per il mercato successivo. Ecco, il principio con cui opera Recup è molto semplice: a fine mercato, proprio per evitare di frapporsi tra i commercianti e i consumatori, i volontari dell'associazione girano per le bancarelle e raccolgono tutta la frutta e la verdura rimasta invenduta che gli stessi commercianti decidono di donare. Dopo di che, il cibo recuperato viene ridistribuito gratuitamente e messo a disposizione di chi ne ha bisogno.

Oggi Recup è attiva su sette mercati scoperti di Milano (prima della pandemia erano 11). "Nel corso del 2020 abbiamo raccolto 25 tonnellate di cibo", ci dice Lorenzo Di Stasi, volontario e responsabile della comunicazione di Recup. "Certo, con l'attuale emergenza sanitaria il quantitativo è diminuito rispetto agli scorsi anni, ma dobbiamo anche considerare che per due mesi, durante il lockdown della scorsa primavera, i mercati sono rimasti chiusi. Ci siamo comunque chiesti come potevamo continuare a essere a disposizione della società e siamo riusciti a dare vita a una rete, sotto il coordinamento del Comune di Milano, che coinvolge associazioni, cooperative e realtà informali, spostandoci all'Ortomercato, il principale mercato ortofrutticolo d'Italia per volume di merci. Almeno un giorno a settimana siamo presenti anche lì".

Se dunque la pandemia ha posto Recup di fronte a nuove sfide, di certo non ha spento il suo spirito di iniziativa nella lotta contro lo spreco di cibo. In fondo, si tratta un'idea semplice e di grande utilità sociale, in rapporto ai costi sostenuti (che sono relativamente bassi). Anche per questo motivo attorno a Recup si è formata una rete di cittadini-volontari, che, quando può, è ben lieta di dare il proprio contributo a questo bellissimo progetto.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.