L’inquinamento continua a uccidere 9 milioni di persone all’anno in tutto il mondo

Nel 2019 la morte di una persona su sei nel mondo è stata causata indirettamente dall’inquinamento, un trend ormai confermato dal 2015 in poi. Sempre più spesso, infatti, la comparsa di malattie è da ricondurre proprio all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo che ci circondano.
Martina Alfieri 19 Maggio 2022

Scarsa qualità dell'aria ed acque e terreni contaminati contribuiscono ogni anno a causare milioni di morti. Secondo un nuovo studio, solo nel 2019 l'inquinamento ha portato alla morte di 9 milioni di persone, pari a un decesso su sei avvenuto nel mondo. Questi dati negativi si confermano costanti ormai dal 2015, e lo scenario, di questo passo, è destinato a peggiorare.

Come dimostra la ricerca realizzata da The Lancet Commission on Pollution and Health e pubblicata sulla rivista The Lancet, il numero di morti causate dall'inquinamento sarebbe superiore a quello dei decessi causati dal traffico stradale, dall'HIV/AIDS, dalla malaria e dalla tubercolosi messe insieme, o dall'abuso di droghe e alcol. I ricercatori, per stabilire le stime, hanno valutato i dati del Global Burden of Disease (GBD), programma di ricerca che quantifica l'impatto e la diffusione delle diverse malattie.

Per gli autori della ricerca, la prevenzione di malattie collegate all'inquinamento non è ancora sufficientemente valorizzata dagli impegni internazionali: dal 2015 gli investimenti in questa direzione sarebbero cresciuti in maniera poco significativa mentre invece, tra il 2000 è il 2019, le morti legate alla pessima qualità dell'aria sarebbero aumentate addirittura del 66%.

L'inquinamento è ancora la più grande minaccia per la salute umana e planetaria”, ha spiegato – come riporta il Guardian – Philip Landrigan, uno degli autori dello studio. "Prevenire l'inquinamento può anche rallentare il cambiamento climatico – ottenendo un doppio beneficio per la salute del pianeta – e il nostro rapporto chiede una massiccia e rapida transizione da tutti i combustibili fossili a energie pulite e rinnovabili".

L’inquinamento dell’aria (sia domestico che ambientale) rimane la minaccia più grande: nel 2019 ha causato 6,67 milioni di morti, in aumento rispetto ai 4,2 milioni del 2015 e ai 2,9 milioni del 2000. L'inquinamento idrico, invece, è stato responsabile di 1,36 milioni di morti, il piombo ha contribuito a 900.000 morti, mentre la presenza di sostanze tossiche sui luoghi di lavoro ha provocato 870.000 vittime.

Se vogliamo invertire la rotta, è necessario che i governi assumano impegni sempre più concreti per prevenire e ridurre le cause dell'inquinamento in modo da contenere il numero di malattie originate da aria, acqua e suolo contaminati e da migliorare così la salute dell'uomo e del Pianeta.