L’insalata è ecosostenibile? C’è chi dice che sarebbe meglio consumarne un po’ meno

Alcuni sostengono che sia solo un inutile spreco di risorse idriche, altri che valga la pena mangiarla, soprattutto quando si è a dieta. Chi ha ragione? In realtà non si comporta in modo peggiore rispetto ad altri ortaggi, anche se due studi americani la classificano come l’alimento meno nutriente e quello che viene gettato più spesso nel bidone.
Giulia Dallagiovanna 16 ottobre 2018

E' quasi sicuramente la verdura che mangi più spesso. Quando la ordini al ristorante significa che sei a dieta oppure che hai voglia di un pasto sano e leggero. Ma è davvero così? Ci sono un paio di studi americani e un articolo del Washington Post che sbugiardano l'insalata: la ritengono un alimento con valori nutrizionali bassissimi e la cui produzione non è ecosostenibile. Cerchiamo di capire le ragioni a sostegno di questa ipotesi.

L'insalata non è nutriente

I biologi statunitensi Charles Benbrook e Donald Davis, nel 2011, hanno redatto una classifica basata sulle qualità nutritive degli alimenti. L'insalata si posizionava fra gli ultimi cinque, assieme a cetrioli, ravanelli, sedano e melanzane. Anzi, non so se lo sai, ma quella che comunemente definiamo "insalata", in realtà sono diverse qualità di lattuga, mentre il primo termine fa riferimento alla ciotola di verdure altri ingredienti che ti servono al ristorante o che ti prepari a casa.

Il problema è che la lattuga è costituita per il 94,3% da acqua e questo ha portato la critica gastronomica Tamar Haspel sul Washington Post a concludere che avesse più o meno gli stessi valori nutrizionali della bottiglia che metti sul tavolo. Se da un lato non si può dire che raggiunga i livelli di altri ortaggi più corposi, dall'altro le tabelle del Crea permettono comunque di notare che la lattuga è ricca di potassio e presenta una concentrazione maggiore di proteine rispetto, ad esempio, al pomodoro. La questione più che altro ruota attorno alla varietà di lattuga che vuoi consumare. Sembra infatti che la Iceberg abbia principi nutritivi quasi inesistenti, addirittura il 14% in meno della dose giornaliera di vitamina A consigliata dalla Food and Drug Administration (l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e dei farmaci) e il 6% di ferro.

L'insalata è ecosostenibile?

Un altro punto a sfavore della lattuga è la percentuale di scarto. Mentre del pomodoro mangeresti praticamente ogni parte, nell'insalata scarti il 20%, sempre secondo le tabelle del Crea. Probabilmente questa è una delle due ragioni per cui nel 2015 un altro studio americano, condotto sulle attività dei supermercati sparsi negli Stati Uniti, ha decretato che la lattuga è il maggior responsabile di spreco alimentare. Se ne eliminano circa 450mila tonnellate all'anno. La seconda ragione, però, è che è anche l'ortaggio più coltivato e acquistato. L'Istat nel 2002 certificava che più di 24mila ettari di terreno agricolo italiano erano dedicati alla lattuga, solo il carciofo ne occupava di più.

Inoltre, come già potrai immaginare, richiede un'elevata quantità di acqua perché necessità di un'irrigazione frequente. Infine, l'articolo del Washington Post faceva notare come per mantenerlo al fresco e per il trasporto venga impiegato molto carburante fossile, provocando ulteriore inquinamento. Non è però l'unico ortaggio che dev'essere trasportato per essere lavorato.

In conclusione, nonostante tutte le ragioni portate contro il consumo della lattuga, non sembra meritare tanta demonizzazione. Più in generale, quando fai la spesa controlla la provenienza dei prodotti, in modo da assicurarti che debbano fare meno strada possibile per arrivare sulla tua tavola. E magari non abusare delle buste di plastica con l'insalata già lavata e prova a inserire una varietà di ortaggi più vasta nella tua dieta, magari preferendo quelli di stagione.