L’introduzione di nuove tecnologie potrebbe salvare i pulcini maschi dall’essere triturati vivi appena nati

Si chiama “in-ovo sexing” e consente di capire il sesso del pulcino molto prima della schiusa dell’uovo. Questo permetterebbe di evitare che miliardi di pulcini maschi vengano triturati vivi o soffocati perché considerati inutili sia per la filiera delle uova che per quella della carne.
Sara Del Dot 9 Aprile 2021

La terribile realtà dei pulcini maschi scartati dall’industria delle uova è ormai tristemente nota a tutti. Impossibile dimenticare le scioccanti immagini di questi piccoli animali, nati da appena un giorno, gettati su un nastro trasportatore simile a quello su cui riversiamo il contenuto della nostra spesa in cassa al supermercato per poi finire triturati mentre ancora pigolano disperati esprimendo il bisogno e l’istinto di vivere. E l’alternativa a questo finale è il soffocamento.

Qual è il senso di tutto questo, ti chiederai? A dire la verità non si può affermare che ce ne sia uno. Non uno razionale, almeno. Infatti, ogni anno sono circa 7 miliardi in tutto il mondo, 40 milioni solo in Italia, i pulcini che vengono eliminati in questo modo poche ore dopo essere usciti dal guscio, per la sola ragione di non poter rappresentare fonte di guadagno e non trovare una collocazione all’interno di alcuna filiera, dal momento che per la carne di pollo viene utilizzata una specie geneticamente selezionata, chiamata Broiler, in grado di crescere più in fretta delle altre e quindi tenere standard produttivi alti, naturalmente con conseguenze drammatiche per la loro salute come l’impossibilità a muoversi a causa del petto ultra cresciuto.

Tuttavia, ormai è chiaro a tutti, un sistema di questo genere rappresenta, oltre che un problema etico di una certa portata, anche un costo economico e in termini di spreco. Per questa ragione negli ultimi anni vari Paesi hanno aperto le porte alle nuove tecnologie, affinché aiutino a liberarsi di queste pratiche violente.

Quelle su cui si punta di più sono le tecnologie definite “in-ovo sexing”, ovvero in grado di riconoscere in un secondo circa il sesso del pulcino molto prima che esca dal guscio e veda la luce. Questo sistema consentirebbe ai produttori di utilizzare diversamente le uova contenenti embrioni maschi, trasformandole in elementi per creare mangimi senza far venire alla luce e uccidere il pulcino.

Questo sistema è già stato sperimentato in alcuni Paesi Europei tra cui la Francia. Ma anche in Italia le realtà interessate sono al lavoro per aprire un varco e rivoluzionare così la filiera. Animal Equality, ad esempio, ha lanciato l’anno scorso la campagna “Fermiamo la strage di pulcini maschi” chiedendo al Governo italiano di spingere verso l’adozione di queste tecnologie alternative. Poco tempo fa, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha avviato un dialogo con Assoavi, l’associazione italiana dei produttori di uova e la stessa Animal Equality, per parlare dell’introduzione nel nostro Paese di queste tecnologie. Assoavi ha assunto un impegno pubblico che incoraggiare questo sviluppo, impegnandosi a far adottare queste modalità ai propri produttori una volta che saranno messe in commercio.

Una speranza che potrebbe presto tradursi in realtà salvando milioni di pulcini da un destino cui ancora si fatica a credere.