L’isola di San Giulio, la via del silenzio e le cappelle di San Francesco: perché visitare il lago d’Orta

Qui si incontrarono il filosofo Nietzsche e la psicoanalista von Salomé, senza tuttavia un esito positivo della loro storia d’amore. Nonostante ciò, il lago d’Orta rimane uno dei laghi più romantici di Italia. E l’isola di San Giulio sembra anche superarlo in questo aspetto.
Gaia Cortese 6 Marzo 2022

I più famosi cenni al lago d’Orta si trovano in alcune opere del noto scrittore Gianni Rodari, originario di questa zona essendo nato il 23 ottobre 1920, a Omegna. Difatti, in C'era due volte il barone Lamberto ambientato sull'isola di San Giulio e ne Il ragioniere-pesce del Cusio sono numerosi i riferimenti a questo pittoresco lago di origine glaciale che si estende tra la provincia di Novara e quella del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte.

Con i suoi 13,4 km di lunghezza e 2,5 km di larghezza, il lago d’Orta è considerato il lago più occidentale dei grandi laghi delle Prealpi italiane, ma anche il “cugino” più tranquillo del più esteso Lago Maggiore…

Il lago d'Orta e l'isola di San Giulio

Le origini del nome

Se fino al XVII secolo il lago d'Orta era noto come lago di San Giulio, dal nome dell’isola ospita nelle sue acque, successivamente il lago ha preso il nome della principale località che sorge sulla sua sponda, Orta San Giulio.

Può esserti capitato, tuttavia, di sentirlo citare con il nome di lago Cusio. Il nome Cusio deriva da un errore, una lettura sbagliata della Tabula Peutingeriana dove compare un lago clisius la cui identificazione è tuttavia incerta. Il nome Cusio è stato poi diffuso dallo storico Lazzaro Agostino Cotta, autore della Corografia della Riviera di San Giulio alla fine del XV secolo.

Le attrazioni principali del lago d'Orta sono l'isola di San Giulio e il Sacro Monte di Orta, iscritto nella lista del Patrimonio dell'umanità dell'Unesco fin dal 2003.

Isola di San Giulio

A pochi minuti di battello da Orta (esiste un servizio di navigazione), a una distanza di non più di 400 metri dalla riva, si trova l’isola di San Giulio, e anche per questa isola, è stata tramandata una leggenda. Si narra, infatti, che un tempo l’isola fosse solo uno scoglio abitato da serpi e mostri, fino a quando nel 390 vi giunse San Giulio dopo aver attraversato le acque del lago sul suo mantello e guidato dal suo bastone. Il Santo fondò qui una chiesa dove chiese di essere sepolto e trasformò l’isola in un centro di evangelizzazione.

Dell’antica fortificazione dell’isola, oggi rimangono solo alcune mura ma, come si approda sull’isola, si è accolti da una breve scalinata che porta alla basilica romanica, la principale attrattiva del luogo. Da visitare c’è anche la "Via del silenzio o della meditazione", un percorso a forma di anello che attraversa l’isola; percorrendo questo cammino si incontrano l’ottocentesco Palazzo dei Vescovi e l’abbazia benedettina Mater Ecclesiae, un convento di clausura femminile.

Sacro Monte di Orta

Cappella di Sacro Monte di Orta

Sul promontorio del borgo medievale di Orta, sulla riva orientale del fiume, sorge il Sacro Monte di Orta. Qui è possibile percorrere un cammino che, non solo offre una spettacolare veduta sul lago e sull’isola di San Giulio, ma illustra anche la vita di San Francesco d'Assisi attraverso una ventina di cappelle immerse nella natura.

Il progetto di tale percorso è stato definito nel 1590 grazie all’abate Amico Canobio e l’architetto cappuccino Cleto da Castelletto Ticino, tra il 1393 3 il 1625 il vescovo di Novara Carlo Bascapé seguì i lavori del cantiere chiamando oltretutto ad Orta diversi artisti di notevole fama.