L’Italia si prepara a dire basta al commercio e alla detenzione di animali selvatici ed esotici

La Commissione politiche europee della Camera ha approvato il disegno di legge di delegazione europea per imporre misure più restrittive e sanzioni più severe al commercio di fauna selvatica ed esotica. Un passo in avanti importante per cercare di difendersi dal rischio di insorgenza di nuove pandemie.
Federico Turrisi 24 Dicembre 2020

C'è una lezione che dobbiamo imparare da questa pandemia: bisogna avere maggiore rispetto della natura e del pianeta, se vogliamo evitare che si presentino nuove malattie infettive. Sars, Mers, ebola, e adesso Covid-19: sono tutte patologie causate da virus che hanno fatto il salto di specie (il cosiddetto "spillover"), passando dagli animali selvatici all'uomo. Forse non sarebbero mai arrivate a tormentarci, se fossimo stati più attenti a conservare gli habitat naturali. Non possiamo dunque permetterci di ripetere gli stessi errori.

Per questo motivo è una buona notizia l'approvazione senza modifiche da parte della Commissione politiche europee della Camera del disegno di legge di delegazione europea che vieterà il commercio e la detenzione di animali selvatici ed esotici. Il prossimo 21 aprile entrerà in vigore il Regolamento europeo 2016/429 "relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in materia di sanità animale" e l'Italia dovrà adeguare la sua normativa. Pertanto, il Governo sarà chiamato ad emanare un decreto legislativo che preveda “misure restrittive al commercio di animali, affiancate da un sistema sanzionatorio adeguato ed efficace, tra cui uno specifico divieto all’importazione, alla conservazione e al commercio di fauna selvatica ed esotica, anche al fine di ridurre il rischio di focolai di zoonosi, nonché l’introduzione di norme penali volte a punire il commercio di specie protette".

Esulta la Lav (Lega Antivivisezione), che parla di "svolta epocale". Lo scorso maggio l'associazione animalista aveva lanciato un manifesto in 6 punti, "Non torniamo come prima", per scongiurare l'emergere di nuove pandemie, e lo stop al traffico di animali selvatici era proprio una delle proposte.