L’italiana Save the Duck premiata da Peta come azienda dell’anno 2019 per i suoi piumini animal free

L’associazione animalista americana ha indicato Save the Duck come modello virtuoso che promuove l’innovazione nel settore dell’abbigliamento rispettando gli animali. Lo scorso maggio l’alpinista indiano Kuntal Joisher aveva raggiunto la vetta dell’Everest indossando proprio dei capi outwear del marchio di moda italiano.
Federico Turrisi 18 dicembre 2019

È abbastanza caldo il piumino che hai indosso e che ti protegge dalle temperature rigide dell'inverno? Lo sai come è stato realizzato? Forse è il caso di fare qualche controllo e di informarsi. Devi sapere infatti che l'industria dei piumini è una delle più crudeli nei confronti degli animali. Non sono rari purtroppo i casi in cui gli operatori stringono gli uccelli tra le ginocchia quando sono ancora vivi, strappano manciate di piume mentre gli animali si dimenano gridando per il dolore. Le penne degli animali vengono tirate via in maniera così violenta che la loro pelle si squarcia e talvolta vengono lasciati morire per via delle ferite aperte.

Da anni l'associazione animalista americana Peta denuncia gli episodi di maltrattamento degli animali che si verificano in questo settore industriale. Naturalmente ci sono anche i modelli virtuosi. Uno di questi è rappresentato dal marchio italiano Save the Duck che è stata nominato proprio da Peta come azienda dell'anno 2019. L'attività del brand, che ha sede a Milano, si caratterizza per l'utilizzo di materiali che non hanno alcuna derivazione animale e per l'innovazione: Save the Duck ha aperto la strada alla rivoluzionaria tecnologia di isolamento Plumtech, utilizzando fibre di poliestere interamente provenienti da materiale riciclato, come le bottiglie di plastica. Inoltre è stato il primo marchio di moda italiano a ottenere l’ambita certificazione B Corp, riservata ai “migliori performers a livello sociale e ambientale”.

Peta ha dunque riconosciuto a Save the Duck l'impegno per un'industria rispettosa dei diritti degli animali, per aver espanso il mercato dell’outwear vegano di lusso in tutto il mondo ed aver risparmiato ad innumerevoli uccelli atroci sofferenze. "Save The Duck vola molto più in alto rispetto alla altre aziende di abbigliamento che producono ancora pellicce e utilizzano le piume di animali maltrattati e trattati con crudeltà fino al macello", ribadisce Ingrid Newkirk, Presidente della Peta. Solo qualche mese fa, a maggio, l’alpinista indiano (e vegano) Kuntal Joisher aveva lanciato al settore dell'abbigliamento una sfida: scalare l'Everest, la montagna più alta del mondo, senza indossare nulla di derivato dagli animali. Save the Duck ha raccolto quella sfida e Joisher ha portato a termine la sua impresa proteggendosi dalle temperature estreme dell'Himalaya con i capi dell'azienda italiana.