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15 Giugno 2021
11:00

Lo smart working fa bene all’ambiente: ecco quanta CO2 ci potrebbe far risparmiare in Italia

Uno studio del Carbon Trust ha preso in considerazione la quantità di emissioni di anidride carbonica che è possibile risparmiare grazie allo smart working. Con un maggiore ricorso del lavoro da casa, l'Italia potrebbe in futuro risparmiare fino a 8,7 megatonnellate di Co2 equivalente all'anno, pari a 60 milioni di voli da Londra a Berlino.

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Lo smart working fa bene all’ambiente: ecco quanta CO2 ci potrebbe far risparmiare in Italia
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È un dato di fatto, l'emergenza Covid-19 ci ha fatto (ri)scoprire il lavoro agile, meglio noto con il termine inglese smart working. Come in tutte le cose, ci sono i pro e i contro. Sicuramente tra i primi mettiamo i benefici dal punto di vista ambientale, ovvero il risparmio in termini di emissioni di anidride carbonica dovuto soprattutto alla riduzione degli spostamenti casa-ufficio. Ma se lo smart working diventasse una pratica consolidata anche in futuro, è possibile quantificare tale beneficio?

È quello che ha provato a fare un nuovo studio di Carbon Trust, associazione senza scopo di lucro istituita nel 2001 per aiutare governi, aziende e organizzazioni a ridurre il loro impatto ambientale, e commissionato dal Vodafone Institute for Society and Communication.

Nel report "Homeworking", condotto in cinque Paesi dell'Unione Europea (Repubblica Ceca, Germania, Italia, Spagna, Svezia) e nel Regno Unito, viene presa in considerazione la quantità di emissioni di carbonio risparmiate grazie al lavoro da remoto prima, durante e dopo la pandemia e vengono fornite proiezioni sulla quantità di CO2 equivalente che sarà possibile risparmiare nel futuro post-emergenza con un impiego maggiore dello smart working rispetto al passato, analizzando le emissioni legate al pendolarismo e alla presenza in ufficio.

Ebbene, si calcola che, per ogni persona che lavora in modalità agile in Italia, il risparmio sarebbe equivalente a oltre una tonnellata (1.055 chilogrammi) di C02, una quantità pari a quella emessa da più di sette voli da Londra a Berlino. In generale, attraverso il ricorso il ricorso allo smart working potremmo evitare emissioni fino a 8,7 megatonnellate di Co2 all'anno (l'equivalente di circa 60 milioni di voli Londra-Berlino). Non male, vero? Molte aziende lo hanno ormai capito: questo è il futuro. Magari due giorni a settimana, anziché riempire i vagoni della metropolitana o rimanere intasati nel traffico nelle ore di punta, i dipendenti potranno (o dovranno) lavorare da casa. E l'ambiente ringrazia.

Laureato in lettere e giornalista professionista, sono nato e cresciuto a Milano. Fin da bambino ad accompagnarmi c’è (quasi) sempre stato un pianoforte. E da musicista la parola d’ordine non può che essere una: armonia. Con se stessi, con gli altri, con la natura. Sarà la giovane età, sarà che sono nato in una delle città più inquinate d’Italia, il rispetto per l’ambiente che ci circonda è diventata la stella polare che orienta le mie scelte, dalla spesa che privilegia il più possibile prodotti a filiera corta all’attenzione maniacale quando si fa la raccolta differenziata. Considero un’autentica vocazione poter condividere e trasmettere una filosofia di vita che abbia al centro la sostenibilità e la ricerca del benessere. Nel giornalismo ho trovato il mezzo ideale.