L’Oms alza la voce: “Riduciamo il consumo di sale e salveremo oltre 7 milioni di vite entro il 2030”

In un nuovo report, l’Organizzazione Mondiale della Sanità mette in luce come solo il 5% dei suoi Stati membri abbia attivato politiche di riduzione del sodio, nutriente essenziale contenuto principalmente nel sale da cucina che, se consumato in eccesso, può rivelarsi un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiache, ictus e morte prematura.
Kevin Ben Alì Zinati 14 Marzo 2023
* ultima modifica il 14/03/2023

C’è troppo sale nelle nostre vite: letteralmente. Non stiamo facendo abbastanza per limitarne il consumo come il mondo si era ripromesso di fare entro il 2025.

Solo il 5% degli Stati membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha attivato politiche di riduzione del sodio obbligatorie mentre addirittura il 73% di questi non dispone nemmeno di tali iniziative. L’obiettivo di ridurne l’utilizzo del 30% sembra quindi ormai irraggiungibile in soli 2 anni.

L’allarme arriva dagli stessi che avevano fissato questa deadline, l’OMS, che nel suo ultimo rapporto ha ribadito l’imprescindibilità di queste politiche attraverso un semplice ma roboante dato: se smettessimo di consumare così sale (e quindi sodio), entro il 2030 potremmo salvare addirittura più di 7 milioni di vite.

Allarme, sì. Può sembrarti banale ma il sodio rappresenta una delle più grandi minacce per la nostra salute a livello mondiale. Contenuto principalmente nel sale da tavola (cloruro di sodio) ma anche in altri condimenti come il glutammato di sodio, questa sostanza è un nutriente essenziale che, se consumato in eccesso, può rivelarsi un fattore di rischio per l’insorgenza di malattie cardiache, ictus e morte prematura.

Secondo le stime dell’Oms, l’assunzione media globale di sale sia di 10,8 grammi al giorno, più del doppio dei 5 grammi (scarsi) di sale al giorno raccomandati, quindi un cucchiaino.

Oggi solo nove paesi del mondo (Brasile, Cile, Repubblica Ceca, Lituania, Malesia, Messico, Arabia Saudita, Spagna e Uruguay) hanno un pacchetto completo di politiche pensate per ridurre l’assunzione di sodio e l’attuazione di tutti i «Best Buys» forniti dall'OMS per affrontare le malattie non trasmissibili: in Italia non c’è un limite al contenuto di sodio negli alimenti ma sono state realizzate solo misure volontarie per ridurne il consumo e spingere i cittadini verso scelte alimentari più sane.

Se non ne hai mai sentito parlare, i «Best Buys» sono un insieme di attività inserite in un approccio globale pensato per contribuire alla prevenzione delle malattie non trasmissibili.

“Le diete malsane sono una delle principali cause di morte e malattia a livello globale e l'eccessiva assunzione di sodio è uno dei principali colpevoli”, ha spiegato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, sottolineando che l’Organizzazione sta spingendo tutti i paesi a implementare i «Best Buys» per la riduzione del consumo di sodio e della sua presenza negli alimenti.

Tra i «Best Buys» sottolineati dall’Oms ci sono, per esempio, la riformulazione degli alimenti per contenere meno sale, la strutturazione di obiettivi per la quantità di sodio negli alimenti e nei pasti, l’attivazione di politiche di approvvigionamento alimentare pubblico per limitare gli alimenti ricchi di sale o sodio nelle istituzioni pubbliche come ospedali, scuole, luoghi di lavoro e case di cura e la diffusione di un’etichettatura che aiuti i consumatori a selezionare i prodotti a basso contenuto di sodio. Tutto, ovviamente, supportato da campagne di comunicazione sui mass media.

“Questo importante rapporto dimostra che i paesi devono lavorare con urgenza per attuare politiche di riduzione del sodio ambiziose, obbligatorie e guidate dal governo per raggiungere l'obiettivo globale di ridurre il consumo di sale entro il 2025" – ha affermato il dottor Tom Frieden, presidente e CEO di Resolve to Save Lives, un’organizzazione senza scopo di lucro che lavora con i paesi per prevenire 100 milioni di morti per malattie cardiovascolari in 30 anni – Esistono misure comprovate che i governi possono attuare e innovazioni importanti, come i sali a basso contenuto di sodio. Il mondo ha bisogno di azione e ora, o molte più persone sperimenteranno attacchi di cuore e ictus invalidanti o mortali, ma prevenibili”.

Fonte | Organizzazione Mondiale della Sanità

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