L’ondata di freddo in Turchia sta congelando animali selvatici e domestici: adulti e bambini al lavoro per proteggerli

Nelle ultime ore stanno circolando immagini che mostrano asini e volpi letteralmente congelati. L’ondata di gelo improvviso ha fatto scendere le temperature fino a -17°C, paralizzando le città. Autorità e volontari si sono attivati per prestare soccorso a persone e animali che vivono all’aperto.
Martina Alfieri 26 Gennaio 2022

Sono immagini impressionanti quelle che stanno arrivando in questi giorni dalla Turchia, colpita da un’ondata di freddo record. Molti animali, sia selvatici che domestici, sono rimasti letteralmente congelati, fermi sulle zampe come statue di ghiaccio.

Le condizioni meteorologiche estreme, in Turchia, stanno mettendo a rischio la salute di persone e animali. Questi ultimi, in particolare, con le bufere e il gelo improvviso che hanno investito il paese, rischiano di morire congelati senza riuscire a trovare un riparo.

Il Ministero dell'Agricoltura sta costantemente tenendo monitorato lo stato degli animali selvatici attraverso telecamere installate nei loro habitat e gli operatori li riforniscono regolarmente con scorte di cibo. In alcuni zone protette, sono stati impiegati anche i droni per individuare la posizione esatta di animali selvatici, come le capre di montagna, e provvedere a sfamarli in queste giornate di estrema difficoltà.

In particolare, le immagini divenute virali sui social network mostrano volpi, asini e altri animali ricoperti da una coltre bianca di ghiaccio.

Le autorità, a cui si sono uniti numerosi volontari, stanno cercando di supportare, fornendo cibo e rifugi caldi, le persone più in difficoltà, come i senza tetto, e gli animali che vivono all’aperto, tra cui anche gli uccelli. Se per alcuni di loro i soccorsi sono stati tardivi, altri, fortunatamente, sono stati messi al caldo e al sicuro.

Le pesanti nevicate stanno inoltre paralizzando la rete dei trasporti e provocando diversi incidenti stradali, costringendo anche le attività a fermarsi. La situazione è grave da Ankara ad Istanbul, dove decine di moschee hanno aperto le loro porte per accogliere le persone più fragili e permettere loro di ripararsi dal gelo anomalo.

In alcune aree del paese il termometro, in questi ultimi giorni, è sceso fino a -17°C e sembra che neve e freddo estremo non daranno tregua alla Turchia fino alla fine del mese.