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10 Agosto 2020
12:00

L’ultima lastra di ghiaccio canadese intatta si è staccata ed è scomparsa nell’Oceano Artico: era più grande di Manhattan

Le temperature troppo calde che hanno caratterizzato questa estate, anche nelle zone più nordiche del Pianeta, hanno provocato danni inestimabili. Tra questi, la definitiva scomparsa di Milne, una lastra di ghiaccio dell’isola di Ellesmere, che si è staccata sciogliendosi nell’oceano.

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L’ultima lastra di ghiaccio canadese intatta si è staccata ed è scomparsa nell’Oceano Artico: era più grande di Manhattan
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Un’estate calda, troppo calda come questa non poteva non avere effetti devastanti sul Pianeta. Effetti che ormai da decenni si stanno manifestando in tutta la loro distruttività, soprattutto nelle zone che dovrebbero mantenersi più fredde rispetto al resto del mondo, ma che ora stanno rapidamente crollando sotto il peso del riscaldamento globale. È accaduto di recente in Canada, dove Milne, l’ultima piattaforma di ghiaccio rimasta intatta, si è staccata scomparendo nelle acque dell’Oceano Artico. Una lastra di dimensioni maggiori dell’isola di Manhattan, una vera e propria città vecchia 4mila anni, completamente dissolta e irrecuperabile, che faceva parte dell’isola di Ellesmere.

Con la sua scomparsa, la Milne Ice Shelf ha anche portato con sé l’ultimo lago di epishelf dell’emisfero settentrionale, ovvero un particolare fenomeno che avviene quando l’acqua dolce rimane intrappolata sotto una lastra di ghiaccio galleggiando in superficie rispetto al mare. Una perdita gravissima, che purtroppo non sancisce una conclusione ai danni che il riscaldamento globale sta provocando in questi luoghi.

Infatti, secondo gli esperti l’Artico si è surriscaldato negli ultimi 30 anni a una velocità doppia rispetto al resto del mondo, e i risultati si vedono. Oltre alla completa scomparsa di Milne, infatti, sembra che quest’anno un paese della Siberia abbia raggiunto una temperatura inimmaginabile: 38 gradi.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.