Lungo le coste italiane un punto inquinato ogni 84km: i risultati di Goletta Verde 2020, la campagna di monitoraggio di Legambiente

Sono stati comunicati oggi i risultati della campagna di monitoraggio di Goletta Verde 2020, il tour di analisi dello stato delle coste italiane che Legambiente organizza ormai da 30 anni. Secondo i risultati dei campionamenti, un punto su tre di quelli controllati ha una situazione oltre i limiti di legge.
Sara Del Dot 12 agosto 2020

Un punto inquinato ogni 84 km di costa, circa il 34% del totale monitorato. Un risultato poco virtuoso quello del monitoraggio effettuato per oltre un mese da Goletta Verde 2020, la campagna di analisi, controllo e informazione a cura di Legambiente che da oltre 30 anni ci offre una fotografia sempre più precisa delle acque italiane.

Anche quest’anno Goletta Verde, animata da operatori e volontari, ha viaggiato attraverso l’Italia, regione per regione, dal 29 giugno fino al 5 agosto per controllare lo stato delle coste, dei mari e dei laghi italiani dal punto di vista dell’inquinamento, dell’erosione, dell’abusivismo edilizio, della depurazione e del marine litter. Oggi, finalmente, dopo oltre un viaggio di oltre un mese cui hanno partecipato anche i cittadini con un totale di oltre 200 segnalazioni che hanno raggiunto l'imbarcazione, sono stati presentati in conferenza stampa a Roma, presso la sede di Legambiente, i risultati di Goletta Verde e di Goletta dei Laghi, la campagna che ha analizzato 28 laghi italiani.

Mari a rischio

Del totale di 361 campioni raccolti, quelli dedicati al mare e alle coste sono stati 259, di cui il 47% presso le foci di fiumi e canali, ovvero dove i corsi d’acqua incontrano il mare. In totale 26 punti sono risultati inquinati, 63 fortemente inquinati. In pratica un punto su tre, ovvero circa il 34% del totale, è risultato inquinato. Inoltre, 121 campioni sono stati effettuati in aree “abbandonate”, ovvero non controllate dalle autorità competenti, e il 49% di essere sono inquinate oltre i limiti di legge.

Regione per regione

Delle 18 regioni campionate, quelle con affaccio sul mare, le peggiori sono state la Sicilia (26 prelievi di cui il 58% oltre i limiti, cinque punti inquinati e dieci fortemente inquinati), la Calabria (24 prelievi di cui il 50% oltre i limiti, due punti inquinati e dieci fortemente inquinati), la Campania (31 prelievi di cui il 45% oltre i limiti, quattro punti inquinati e dieci fortemente inquinati) e il Lazio (25 prelievi di cui il 56% oltre i limiti, cinque punti inquinati e nove fortemente inquinati).

Ma ci sono anche quelle virtuose, come le Marche, con 12 punti monitorati di cui nessuno oltre i limiti e nessun punto inquinato, seguite da Veneto ed Emilia Romagna.

Poca informazione

Un altro tasto dolente nel percorso di monitoraggio ha riguardato l’informazione data ai bagnanti. Nel 70% dei punti non soggetti a controllo delle autorità competenti che, come abbiamo visto, presentano in diversi punti vari livelli di inquinamento, non viene segnalato ai bagnanti il divieto di entrare in acqua, esponendoli così a potenziali rischi.

E le spiagge?

Non poteva mancare, naturalmente, un’analisi del marine litter trovato lungo il percorso, soprattutto dal momento che i volontari di Goletta Verde hanno organizzato diverse iniziative di raccolta rifiuti e pulizia spiagge. Nel bilancio finale emerge che di tutti i rifiuti trovati lungo le coste, ma anche sulle spiagge dei laghi, 83% è costituito da plastica. Per ogni metro di sabbia si trovano almeno tre rifiuti monouso, per un totale di 42% di oggetti usa