L’Unicef costruirà 500 aule scolastiche usando mattoni di plastica riciclata in Costa d’Avorio

È attualmente in costruzione una fabbrica che consentirà di trasformare circa 9.600 tonnellate di rifiuti ogni anno in mattoni modulari con cui verranno costruite almeno 500 nuove aule in due anni per permettere ai bambini della Costa d’Avorio di studiare.
Sara Del Dot 9 agosto 2019

L’istruzione rappresenta un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti, ma purtroppo non in tutti i luoghi del mondo è così. Anzi. In molti Paesi in via di sviluppo, l’accesso alla scuola e alla conoscenza non è possibile, perché mancano libri, quaderni e le stesse strutture sono insufficienti.

Lo sa bene Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, che da anni si impegna per tutelare e difendere i diritti dell'infanzia in tutto il mondo. E che ha avviato un progetto assolutamente rivoluzionario, che potrebbe cambiare la vita di centinaia di bambini e bambine africani oltre ad aiutare le comunità a implementare la gestione dei propri rifiuti migliorando anche le condizioni ambientali e sanitarie di queste zone.

L’organizzazione, infatti, ha annunciato l’inizio della costruzione di una fabbrica che sarà in grado di trasformare i rifiuti plastici prodotti e raccolti in Costa d’Avorio, precisamente ad Abidjan e nei suoi dintorni, in mattoni modulari che verranno poi utilizzati per costruire nuove strutture scolastiche per i bambini della zona, in cui attualmente c’è carenza di almeno 15.000 aule. Il progetto sarà possibile grazie alla collaborazione di Unicef con l’azienda colombiana Conceptos Plasticos, specializzata nella realizzazione di materiali da costruzione a partire da scarti riciclati.

L’obiettivo (e la previsione) è quello di riuscire a creare 500 aule in cui potranno studiare almeno 25.000 bambini nel corso dei prossimi due anni. E tutto questo sarà realizzabile sfruttando le circa 280 tonnellate di rifiuti plastici che ogni giorno vengono prodotte nella zona di Abidjan (di cui al momento viene riciclato appena il 5%). Queste tonnellate di plastica, da scarti diventeranno materia prima per la fabbrica in costruzione la quale, una volta operativa a pieno regime, sarà in grado di recuperare 9.600 tonnellate di rifiuti ogni anno, diventando anche fonte di guadagno per le fasce deboli della popolazione locale.

I mattoni saranno composti al 100% di plastica e saranno leggeri, impermeabili, isolanti e resistenti al fuoco. La soluzione perfetta per aiutare un Paese in cui l’inquinamento da rifiuti ha raggiunto livelli altissimi rendendosi responsabile dell’insorgenza di numerose malattie e in cui l’istruzione non può essere garantita a tantissimi bambini.

Fonte | Unicef