Mezzo milione di insetti sono a rischio estinzione: cause e conseguenze di una catastrofe invisibile

Il 40% delle specie di insetti presenti sul Pianeta potrebbe scomparire a breve. Se ti fa schifo questa categoria di animali potresti esserne contento, ma hai idea di quali siano le conseguenze di questa catastrofe annunciata?
Sara Del Dot 13 febbraio 2020

Quando pensi agli animali a rischio estinzione, scommetto che tendi a preoccuparti principalmente di tigri, panda e koala. Difficile pensare con timore alla scomparsa di altre categorie, come ad esempio gli insetti. Anzi, è molto più probabile che la notizia dell’abbandono definitivo del nostro Pianeta da parte di vespe e scarafaggi possa suscitare in te sollievo e serenità, al pensiero di non dover più avere paura di guardare dietro gli armadi o sotto il letto armato di ciabatta.

Tuttavia, l’idea dell’estinzione di questi animali dovrebbe spaventarti e non poco, perché dalla loro presenza dipendono diverse dinamiche che contribuiscono a tenere in piedi il nostro ecosistema. Inoltre, la portata della scomparsa degli insetti è enorme e al momento poco calcolabile, dal momento che si tratta di creature di cui non si hanno numeri certi e la maggioranza delle quali è ancora sconosciuta anche alla scienza.

Secondo alcune stime, tuttavia, si calcola che questa estinzione potrebbe arrivare a coinvolgere fino al 40% degli insetti sul Pianeta. Una bella percentuale, no?

Per questo la comunità scientifica mondiale si sta attivando per capire cause, conseguenze e soluzioni di un fenomeno ancora troppo poco considerato. Ad esempio, 30 esperti internazionali guidati dai ricercatori dell’Università di Helsinki hanno recentemente studiato e analizzato la situazione, valutando che la colpa di questo disastro annunciato potrebbe facilmente essere ricondotta alla perdita degli habitat, alle pratiche agricole dannose da anni utilizzate in modo indiscriminato, all’introduzione da parte dell’uomo di specie invasive che finiscono per spodestare quelle preziose endemiche, ai cambiamenti climatici e al sovrasfruttamento dei suoli.

La conseguente sparizione di gran parte degli insetti, poi potrebbe esprimersi nella perdita di biomassa, la mancanza di nutrimento per altri animali che vivono mangiando scarafaggi e coleotteri, e la scomparsa progressiva “a catena” di diverse altre specie.

Cosa fare quindi?

La situazione drammatica a cui il mondo degli insetti sta progressivamente andando incontro non ha lasciato indifferenti gli scienziati e studiosi di tutto il mondo. Un gruppo di 73 esperti ha infatti recentemente pubblicato su Nature un piano per mettere in campo pratiche in grado di salvaguardare, a breve e lungo termine, la sopravvivenza di queste creature. Nel documento, le soluzioni e i comportamenti da adottare vengono suddivise dagli scienziati in due macro categorie, che riguardano le azioni “a breve termine” come interrompere l’uso dei pesticidi e ridurre l’inquinamento dell’aria e quello luminoso, e quelle “a lungo termine” come l’implementazione di ricerca, analisi e istruzione riguardo il mondo degli insetti per aumentare la consapevolezza a riguardo e la realizzazione di protocolli e normative per la loro tutela.