Microplastiche, ecco che cosa rilascia la tua lavatrice quando lavi degli indumenti sintetici

Un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori americani ha voluto fare maggiore chiarezza sulle dimensioni del problema legato alle microfibre sintetiche disperse nell’ambiente attraverso i lavaggi dei capi. È emerso che dagli anni Cinquanta al 2016 sono state rilasciate 5,6 milioni di tonnellate di poliestere e nylon, di cui la metà solo nell’ultimo decennio.
Federico Turrisi 23 settembre 2020

Le microplastiche sono disseminate ormai ovunque, lo sappiamo. Allo stesso modo, non è certo una novità che con l'utilizzo della lavatrice per pulire gli indumenti sintetici si contribuisce ad aggravare il problema dell'inquinamento legato alla presenza di microparticelle di plastica. Forse però non sai che oltre a contaminare gli ecosistemi marini, questi piccolissimi frammenti di materiale plastico finiscono anche nel suolo; ma soprattutto potresti non avere chiara la grandezza del fenomeno.

A tracciare un quadro più completo ci ha pensato un team di ricercatori della Bren School of Environmental Science & Management, istituto di ricerca dell'Università della California a Santa Barbara, attraverso uno studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Plos One. Analizzando i dataset sulla produzione, l’uso e il lavaggio dell’abbigliamento a livello globale insieme a quelli sul trattamento delle acque reflue e la gestione dei fanghi, gli esperti sono arrivati a una stima della quantità di microfibre sintetiche (poliestere e nylon) disperse tra il 1950 e il 2016: 5,6 milioni di tonnellate, di cui 2,9 milioni sono finiti nei corpi idrici e 2,5 milioni hanno raggiunto il suolo. Fai bene attenzione, parliamo di microplastiche provenienti solo dal lavaggio degli indumenti. Ciò che allarma di più è il fatto che il trend è in aumento vertiginoso: la metà di quelle 5,6 tonnellate di microfibre sintetiche è stata emessa soltanto nell'ultimo decennio e il tasso di crescita annuo ha raggiunto quasi il 13%.

Le microplastiche trattenute dagli impianti di depurazione rischiano di finire nel terreno attraverso i fanghi

L'obiettivo, sottolineano i ricercatori, deve essere la riduzione delle emissioni di microplastiche prima che entrino nelle acque reflue, dal momento che oggi, per come sono strutturati, gli impianti di depurazione non riescono a trattenerle. Quando infatti gli impianti di trattamento dei reflui riescono a catturare le microplastiche, impedendo loro di tornare in acqua, queste tendono comunque ad accumularsi nei fanghi, che poi finiscono in discarica oppure nei terreni sotto forma di fertilizzanti.

Certo, occorre sviluppare tecnologie per un migliore trattamento delle acque reflue e installare filtri più efficienti sulle lavatrici; ma anche tu puoi dare un contributo per cercare di risolvere il problema alla fonte. Puoi scegliere un metodo di lavaggio più delicato, diminuire la frequenza dei lavaggi (per esempio facendo partire la lavatrice solo quando è a pieno carico) ed evitare capi d'abbigliamento realizzati con tessuti sintetici.

Fonte | "Synthetic microfiber emissions to land rival those to waterbodies and are growing", pubblicato su Plos One il 16 settembre 2020.