Microplastiche sui ghiacciai italiani: su un ghiacciaio dello Stelvio ci sono circa 150 milioni di particelle

Lo rivela uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Milano nell’estate 2018 sul Ghiacciaio dei Forni, nel Parco naturale dello Stelvio, in cui si presume potrebbero essere presenti dai 131 ai 162 milioni di microplastiche.
Sara Del Dot 16 Aprile 2019

In fondo agli oceani come a quasi 3000 metri di altitudine, l’inquinamento da plastica non conosce limiti geografici. È in grado di raggiungere i più remoti fondali marini e rimanervi nascosta per anni, ma anche di essere trasportata in alta quota dove la neve regna sovrana anche nei mesi estivi.

Sembra infatti che sui ghiacciai italiani possano essere presenti 75 particelle di poliestere, poliammide, polietilene e polipropilene per ogni chilogrammo di sedimento. Si tratta dei risultati di un’analisi effettuata sul Ghiacciaio dei Forni, nel Parco nazionale dello Stelvio condotta la scorsa estate da un team di ricerca dell’Università degli Studi di Milano e Milano-Bicocca, capitanato da Guglielmina Diolaiuti e Roberto Ambrosini.

I dati sono stati presentati a Vienna, in occasione della conferenza internazionale dell’European Geosciences Union, in cui i ricercatori hanno evidenziato come su quello specifico ghiacciaio potrebbero esserci dai 131 ai 162 milioni di particelle di plastica. Un livello di contaminazione pari a quello che potresti reperire in un qualsiasi mare europeo.

Ma da dove provengono queste microplastiche, come ci arrivano su un ghiacciaio di tremila metri? Ancora non è ben chiara quale sia l’origine precisa di queste particelle inquinanti. Le ipotesi vanno dal rilascio di microelementi da capi di abbigliamento e attrezzature sportive di alpinisti ed escursionisti che frequentano la zona, fino al trasporto attraverso il vento da luoghi lontani. La cosa certa è una sola. La plastica arriva davvero dappertutto.