Miele falso e importato dalla Cina sta mettendo in crisi quello degli apicoltori italiani

La denuncia proviene dalla Cia – Agricoltori italiani, che richiede all’Unione europea di effettuare maggiori controlli e impedire l’importazione di miele prodotto senza l’utilizzo delle api e con aggiunte apposite per modificarne il sapore rendendolo simile all’originale.
Sara Del Dot 25 giugno 2020

Preferiresti acquistare a poco prezzo un prodotto poco genuino e realizzato in modo poco etico oppure spendere qualche euro in più e garantirti un alimento buono e sano, che fa bene a te e ai piccoli produttori? Bene, quando vorrai acquistare del miele e ti troverai di fronte a diverse scelte, prova a porti questa domanda.

Sul mercato italiano, infatti, è molto frequente imbattersi in un miele molto economico decisamente ingannevole. Infatti sembra miele vero ma si tratta in realtà di una sostanza creata ad hoc mescolata con zucchero e sciroppo, mescolata poi con quello naturale e importato dalla Cina. Insomma, una vera e propria truffa al consumatore, che tende ad acquistarlo grazie al prezzo decisamente inferiore rispetto a quello realizzato dagli apicoltori locali, la cui attività produttiva è già da tempo in crisi a causa dei cambiamenti climatici, basti pensare che nel solo 2019 sono state registrate perdite per 70 milioni di euro.

Così, un consumatore poco attento può optare per l’alternativa cinese a basso costo senza rendersi conto di perderci in qualità e di contribuire ad aggravare la crisi dei lavoratori locali.

A dare l’allarme è la Cia – Agricoltori italiani che sul proprio sito ha denunciato la frode del miele importato, chiedendo esplicitamente “all’Ue l’imposizione ai mieli importati da Paesi terzi, della conformità con la definizione europea di miele, di produzione esclusiva delle api mellifere e senza l'aggiunta di altra sostanza. Si richiedono anche maggiori controlli ai confini Ue e nuove metodologie di analisi, al passo con le adulterazioni, sempre più sofisticate, oltre all'introduzione dell'etichettatura del Paese di origine sulle miscele di miele, per evitare frodi.”

Insomma, maggiore controllo per garantire qualità e giustizia in un mercato, quello del miele, che sembra in crisi dappertutto tranne che in Cina.