Migliaia di avvoltoi uccisi con la testa mozzata in Guinea-Bissau: sono specie a rischio estinzione

Migliaia di avvoltoi sono stati trovati decapitati nella Guinea-Bissau: la loro morte potrebbe essere collegata a rituali e al commercio illegale nel mondo della medicina. A denunciare la situazione è l’associazione BirdLife International.
Alessandro Artuso 21 maggio 2020

Una vicenda ancora non del tutto chiara arriva dalla Guinea-Bissau e riguarda un numeroso gruppo di avvoltoi morti, le cui cause riguarderebbero anche le attività illecite. Alla fine di febbraio il lavoratore di una risaia, situata alla periferia di Bafatà, ha scoperto circa 200 esemplari senza vita, ma non si è trattato dell'unico episodio in tutto il Paese. A denunciare questi incidenti è stata di recente l'associazione BirdLife International.

Più in là, nei mesi a seguire, altri episodi di avvoltoi uccisi sono stati registrati sulla terraferma e nell'arcipelago di Bijagós per un numero complessivo di oltre 1.600 avvoltoi, ma il bilancio potrebbe essere ancora più alto.

La scoperta

Le specie maggiormente colpite sono i Necrosyrtes monachus e i Gyps africanus, entrambi giudicati dall'Iucn come "specie in pericolo critico". In alcune zone il calo di questi esemplari è veramente grave e mette quindi a rischio estinzione la specie in determinati luoghi. La perdita di tanti avvoltoi in Guinea- Bissau è un evento molto grave visto che qui risiede una grande popolazione di avvoltoi (pari a oltre il 20% degli esemplari di tutto il mondo).

Le cause

Secondo i ricercatori il sospetto è che vi sia dietro un'organizzazione che punterebbe ad avvelenare gli avvoltoi. I bracconieri, nonostante il periodo di emergenza sanitaria, non si sono mai fermati, continuando a uccidere tantissimi animali. In questo caso, però, la situazione va avanti ormai da tempo e quindi è ragionevole pensare che dietro tutto questo ci possa essere la mano dell'uomo.

Le credenze popolari, mai come in questo caso, sono un altro problema visto che parti del corpo di un avvoltoio potrebbero divenire strumenti di qualche rito locale. A spiegare questo dettaglio è anche Rebecca Garbett, responsabile della conservazione degli avvoltoi di BirdLife: "Le parti del corpo dell'avvoltoio, insieme ad altri prodotti di origine animale, sono noti per essere commercializzati illegalmente a livello internazionale per usi locali, specialmente in zone dell'Africa occidentale".

L'ombra dei rituali e degli scopi medici

Sta di fatto che gli esemplari sono stati decapitati e alcune parti del corpo sarebbero state raccolte per scopi rituali e anche medici: a questo riguardo è importante precisare che i presunti benefici medici non trovano conferme di carattere scientifico.