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Milano è la città con più milionari al mondo: il primato che allarga le disuguaglianze

Milano è ufficialmente la città con il più alto numero di milionari al mondo, un dato che conferma la sua attrattività per capitali, investitori e grandi patrimoni. Questo primato, però, ha un rovescio della medaglia: mentre i ricchi aumentano, una parte sempre più ampia della popolazione fatica a restare in città. L’aumento dei prezzi delle case, il costo della vita e la trasformazione urbana stanno rendendo Milano una metropoli sempre meno inclusiva, dove il benessere economico non è distribuito in modo equo.
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Redazione 17 Gennaio 2026

Il dato è ufficiale: Milano è la città con il più alto tasso di milionari al mondo. Un risultato che la pone davanti a metropoli come New York, Londra e Hong Kong e che racconta molto della sua evoluzione negli ultimi anni. La città è diventata una calamita per grandi patrimoni, manager internazionali, investitori e imprenditori attratti da un mix di vantaggi fiscali, opportunità immobiliari e qualità dei servizi.

Il regime fiscale agevolato per i nuovi residenti ad alto reddito, unito alla centralità economica e alla reputazione internazionale, ha contribuito a trasformare Milano in una delle capitali europee della ricchezza privata. Per chi dispone di grandi capitali, Milano è sempre più una scelta strategica.

Una città sempre più attrattiva per i ricchi

Milano non è solo un centro finanziario: è moda, design, finanza, eventi globali e grandi operazioni immobiliari. Quartieri come Porta Nuova, CityLife e Brera rappresentano simboli di una città pensata per un pubblico alto-spendente, con residenze di lusso, servizi esclusivi e prezzi fuori dalla portata di molti.

La presenza di milionari ha spinto una crescita rapida del mercato immobiliare di fascia alta, rendendo Milano una delle città più care d’Europa. Un trend che rafforza l’immagine internazionale della città, ma che allo stesso tempo alimenta una frattura sociale sempre più evidente.

Il rovescio della medaglia: Milano diventa una città per pochi

Se da un lato Milano attira ricchezza, dall’altro respinge una parte crescente dei suoi abitanti. Il costo degli affitti ha raggiunto livelli record, l’acquisto di una casa è diventato irraggiungibile per molti lavoratori e la pressione immobiliare sta spingendo studenti, famiglie e giovani professionisti fuori dalla città.

Il problema non riguarda solo chi ha redditi bassi: anche il ceto medio fatica a sostenere i costi di una città che cresce più velocemente degli stipendi. Milano sembra amare i milionari più dei suoi cittadini storici, creando una distanza sempre più ampia tra chi può permettersi di viverla e chi è costretto ad andarsene.

Disuguaglianze sociali e trasformazione urbana

Il primato dei milionari non è solo un dato economico, ma un indicatore sociale. La concentrazione di ricchezza sta ridisegnando il tessuto urbano: negozi storici sostituiti da brand di lusso, quartieri popolari trasformati in zone esclusive, spazi pubblici sempre più orientati al consumo.

Questa trasformazione porta con sé una domanda cruciale: che tipo di città vuole diventare Milano. Una metropoli globale per pochi privilegiati o una città capace di garantire opportunità e diritti anche a chi non appartiene all’élite economica?

Una crescita che non coinvolge tutti

Il successo di Milano viene spesso raccontato come un modello, ma i benefici non sono distribuiti in modo equo. La crescita economica non si traduce automaticamente in benessere diffuso. Al contrario, il rischio è quello di una città sempre più polarizzata, dove convivono grandi patrimoni e nuove forme di precarietà.

Il primato mondiale per numero di milionari diventa così un simbolo ambivalente: da un lato certifica la forza economica della città, dall’altro mette in luce le contraddizioni di uno sviluppo che lascia indietro molti.

Milano e il futuro: inclusione o esclusività

La sfida per Milano non è attrarre ancora più ricchezza, ma decidere come gestirla. Investire in politiche abitative accessibili, servizi pubblici e inclusione sociale diventa fondamentale per evitare che la città si trasformi definitivamente in un luogo riservato a pochi.

Milano ha dimostrato di saper crescere e competere a livello globale. Ora deve dimostrare di saperlo fare senza dimenticare chi la rende viva ogni giorno: lavoratori, studenti, famiglie e comunità che rischiano di non trovare più spazio in una città sempre più esclusiva.