Mini foreste: quei piccoli spazi verdi grandi alleati contro degrado dei suoli e cambiamenti climatici

Nati da un’idea del botanico giapponese Akira Miyawaki, le mini foreste sono densi agglomerati di alberi e piante situati in spazi piuttosto ridotti, in grado di crescere molto in fretta garantendo una ricca biodiversità e un aiuto importante nella lotta contro le emissioni e l’abbandono dei terreni.
Sara Del Dot 19 Giugno 2020

Passeggiare in un bosco o in una foresta è un’attività che ti fa stare bene. Ti permette di stare a contatto con la natura, di respirare aria pulita e di recuperare la connessione con la terra. Purtroppo questo non è sempre possibile, soprattutto nelle grandi città. In tutto il mondo, infatti, le foreste si stanno riducendo sempre di più e gli spazi urbani vengono posizionati molto lontano da loro, privando le città dei loro innegabili benefici. Eppure, un modo per riavvicinarsi alla natura riproponendo il benessere della foresta c’è. Anche in città. Si chiamano mini foreste, vengono dal Giappone e consentono alle comunità di recuperare spazi abbandonati o in stato di degrado trasformandoli in piccole foreste che crescono in fretta e accolgono un’invidiabile biodiversità.

Cosa sono le mini foreste

Nate per la prima volta in Giappone da un’idea di Akira Miyawaki, botanico esperto nel ripristino di terreni degradati, le mini foreste altro non sono che “piccole foreste”, ovvero cresciute in spazi limitati come può essere un campo da calcio oppure un fazzoletto di terra tra due strade, quindi molto dense, fitte e ricche di biodiversità. L’idea di base nella realizzazione di questi piccoli boschi è che qualunque spazio libero, indipendentemente dalle sue dimensioni, può ospitare in maniera efficace della vegetazione, arricchendo il luogo in cui si colloca.

Le mini foreste di Miyawaki si sono rapidamente diffuse in Giappone e nell’Asia intera (dopo lo stesso botanico ne ha realizzate oltre 1000) ma anche in Europa, dove sempre più Paesi scelgono di restituire la vita a luoghi abbandonati o inutilizzati, in alcuni casi formando dei veri e propri gruppi come Urban Forest Belgio. In Francia la prima mini foresta è apparsa nel 2018. Insomma, una tendenza positiva e senza controindicazioni che rappresenta un prezioso alleato contro i cambiamenti climatici e l’inquinamento che soffoca le nostre città.

Caratteristiche e vantaggi

Come ho già detto, le mini foreste non presentano controindicazioni. Questi piccoli, fittissimi agglomerati vegetali infatti contribuiscono a mantenere l’aria pulita, arricchiscono la zona di biodiversità e ripristinano le caratteristiche naturali di terreni incolti e in stato di abbandono.

Piantare una mini foresta comporta in effetti una riqualificazione generale del territorio, regalando isole felici di ossigeno e verde. La loro caratteristica principale, però, è la velocità di crescita. Grazie alla loro composizione variegata, che comprende specie autoctone e tra loro diverse piantate molto vicine l’una all’altra, questi piccoli boschi riescono a crescere e svilupparsi molto più in fretta di una foresta tradizionale e ad accogliere più biodiversità, o meglio una maggiore concentrazione, rappresentando l’habitat perfetto per specie animali e per i periodi di riposo degli uccelli migratori. Il terreno, completamente riabilitato, si trasforma in uno strato di humus fertile, in grado di favorire una crescita sempre maggiore di piante sempre nuove.