Monossido di carbonio: il pericolo invisibile che colpisce soprattutto in casa

Monossido di carbonio: cos’è, come si forma e perché è pericoloso. Rischi in casa, sintomi dell’intossicazione e regole fondamentali per la prevenzione.
Entra nel nuovo canale WhatsApp di Ohga
Redazione 5 Febbraio 2026

Specie nei mesi invernali, le cronache riportano con frequenza episodi di vittime causate da un nemico silenzioso. Giovani, anziani, bambini, donne e uomini colpiti da un gas invisibile e letale: il monossido di carbonio.
Si tratta di una sostanza inodore, incolore e insapore, estremamente pericolosa proprio perché non segnala la propria presenza. In Italia si stimano circa 5.000 incidenti gravi ogni anno, pari a quasi 15 al giorno, dovuti all’inalazione di monossido di carbonio. In circa il 10% dei casi l’esito è fatale. I numeri reali potrebbero essere ancora più alti, poiché molte intossicazioni lievi non vengono riconosciute e non entrano nelle statistiche ufficiali.

Come e dove si forma il monossido di carbonio

Il monossido di carbonio si genera ogni volta che avviene una combustione incompleta di materiali contenenti carbonio, come:

  • legna
  • carbone
  • gas
  • pellet

All’aperto il gas non rappresenta un pericolo, poiché si disperde rapidamente nell’aria. Il rischio aumenta in modo significativo negli ambienti chiusi o poco ventilati, come abitazioni e garage, dove il monossido tende ad accumularsi fino a raggiungere concentrazioni tossiche.

Non a caso, circa l’80% dei casi di avvelenamento trattati negli ospedali avviene tra le mura domestiche. Particolare attenzione va quindi riservata a:

  • stufe a legna o a pellet
  • camini
  • caldaie a gas
  • scaldabagni
  • canne fumarie e bracieri
  • È fondamentale evitare l’uso di stufe in spazi ridotti e privi di un’adeguata aerazione.

Perché il monossido di carbonio è così pericoloso

Una volta inalato, il monossido di carbonio si lega all’emoglobina presente nei globuli rossi, formando carbossiemoglobina. Questo legame è da 200 a 300 volte più stabile rispetto a quello tra emoglobina e ossigeno.
Il risultato è una drastica riduzione dell’ossigeno disponibile per organi e tessuti. I primi a subire danni sono cuore e cervello, seguiti dal progressivo coinvolgimento di tutte le funzioni cellulari.

Effetti e conseguenze dell’intossicazione da monossido di carbonio

Le conseguenze variano in base alla concentrazione del gas e alla durata dell’esposizione. Anche a livelli relativamente bassi (circa 50 parti per milione) possono comparire sintomi iniziali come:

  • stanchezza
  • mal di testa
  • nausea
  • Con concentrazioni più elevate o esposizioni prolungate si manifestano disturbi più seri, tra cui:
  • vomito
  • confusione mentale
  • perdita di coscienza
  • dolore toracico
  • palpitazioni
  • convulsioni

Valori intorno alle 5.000 parti per milione possono portare rapidamente a coma e morte.

Danni anche a basse dosi e nel lungo periodo

Anziani, neonati, bambini e persone con problemi cardiocircolatori risultano più vulnerabili, ma nessuno è immune agli effetti del monossido di carbonio.
Oltre alle intossicazioni acute, numerosi studi indicano che esposizioni prolungate a basse dosi possono causare danni cronici, soprattutto al sistema nervoso centrale. Tra i disturbi associati:

  • difficoltà cognitive e di memoria
  • cefalea persistente
  • vertigini
  • astenia
  • disturbi neurologici
  • aumento del rischio cardiovascolare, con aritmie e crisi anginose

Come prevenire i rischi del monossido di carbonio in casa

La prevenzione resta l’arma più efficace. Le principali misure di sicurezza includono:

manutenzione regolare degli impianti di riscaldamento

verifica del corretto funzionamento di caldaie, stufe e camini

controllo del tiraggio e della pulizia delle canne fumarie

mantenimento delle prese d’aria sempre libere

È importante evitare interventi improvvisati: niente modifiche fai da te e nessuna chiusura delle aperture di ventilazione.

Un ulteriore livello di protezione può essere garantito dall’installazione di rilevatori di monossido di carbonio. Questi dispositivi, dotati di sensori, segnalano tempestivamente la presenza del gas e possono inviare notifiche automatiche in caso di pericolo. Per un funzionamento corretto vanno posizionati sul soffitto, non lontano dalle potenziali fonti di emissione.