Morte del piccolo Domenico, la famiglia chiede 3 milioni al Monaldi: “Nessuna risposta dall’ospedale”

La famiglia del piccolo Domenico chiede 3 milioni di risarcimento all’ospedale Monaldi dopo il trapianto fatale. Denunciato il silenzio della struttura.
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Redazione 30 Marzo 2026

La famiglia del piccolo Domenico, il bimbo di 2 anni e 4 mesi morto dopo un trapianto cardiaco, ha richiesto un risarcimento di 3 milioni di euro all’ospedale Monaldi di Napoli, dove è avvenuto l’intervento.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori, la struttura sanitaria non avrebbe fornito alcuna risposta alla richiesta formale inviata tramite PEC dopo i funerali del bambino.

“Nessun riscontro dall’ospedale”: la denuncia del legale

Il legale ha spiegato che la famiglia aveva proposto una soluzione stragiudiziale, con l’obiettivo di evitare un lungo processo civile oltre a quello penale già avviato.

Tra i passaggi evidenziati:

invio della richiesta pochi giorni dopo i funeralitermine di due settimane per ricevere rispostaulteriore sollecito senza esito

“Il problema non è la cifra, ma il silenzio”, ha sottolineato l’avvocato.

Il diritto al risarcimento secondo la legge

La famiglia ha ribadito che la richiesta economica rappresenta un diritto riconosciuto dalla normativa italiana in caso di presunti errori medici.

Il risarcimento riguarda diverse voci:

danno biologicodanno moraleperdita del rapporto parentale

Secondo il legale, nessuna famiglia dovrebbe sentirsi in colpa per aver avanzato una richiesta prevista dalla legge.

La lettera aperta: “Struttura indifferente”

Nella lettera inviata anche al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, viene descritto un atteggiamento definito:

“indifferente”“opaco”“istituzionalmente sordo”

La famiglia sostiene di aver cercato un dialogo per chiudere la vicenda in modo condiviso, senza contenziosi prolungati.

Il nodo del risarcimento: “Non restituisce il bambino”

Nel documento si evidenzia che il risarcimento economico non può colmare la perdita:

non allevia il dolore dei genitorinon restituisce il figlionon sostituisce la giustizia penale

Resta però un diritto autonomo che la famiglia intende far valere.

Polemica sull’albero commemorativo

Durante l’attesa di una risposta ufficiale, la famiglia avrebbe ricevuto dall’ospedale la proposta di piantare un albero in memoria del bambino.

Un gesto che è stato accolto con forte amarezza, perché ritenuto inadeguato rispetto alla mancanza di riscontro sulla richiesta di risarcimento.

Possibile azione legale e ricorso alla Corte dei Conti

A questo punto, la famiglia sembra pronta a procedere per vie giudiziarie.

Il legale ha spiegato che, in caso di causa civile:

potrebbe essere richiesto un risarcimento maggioresarà valutato un eventuale danno erarialesi potrebbe coinvolgere la Corte dei ContiCritiche alla gestione sanitaria

Tra le contestazioni emerge anche la gestione della fase clinica più delicata, con riferimento alla riunione di partecipazione alla cura.

Secondo la difesa, sarebbero mancate alcune figure professionali fondamentali, come:

bioeticistasupporto psicologico

Un aspetto che, se confermato, aggraverebbe il quadro della vicenda.

Richiesta di dimissioni della dirigenza

La lettera si conclude con una richiesta formale: le dimissioni della dirigenza del Monaldi.

Secondo il legale, la gestione della vicenda avrebbe mostrato criticità:

nella prevenzionenella comunicazione con la famiglianella gestione delle conseguenzeIl caso Domenico al centro dell’attenzione

La vicenda continua a sollevare interrogativi sul funzionamento delle strutture sanitarie e sulla gestione dei casi più delicati.

La famiglia chiede risposte concrete, mentre il caso resta aperto sia sul piano giudiziario che su quello istituzionale.