Nasce il fotovoltaico biologico: un sistema alimentato da un’alga che produce energia con la fotosintesi

Le celle fotovoltaiche messe a punto dal Dipartimento di Biochimica dell’Università di Cambridge sono piccole, affidabili e, soprattutto, rinnovabili: all’interno del sistema è contenuto il cianobatterio Synechocystis, un’alga capace di produrre naturalmente energia grazie al Sole per più di sei mesi di fila.
Martina Alfieri 18 Maggio 2022

Il fotovoltaico potrebbe diventare una fonte di energia ancora più verde e sostenibile. Gli scienziati del Dipartimento di Biochimica dell'Università di Cambridge hanno intatti messo a punto un sistema bio-fotovoltaico che contiene alghe in grado di immagazzinare la luce del Sole e produrre energia attraverso la fotosintesi. Perché il sistema funzioni, basta che ad alimentarlo ci siano luce ed acqua. E, a differenza delle batterie tradizionali, è completamente rinnovabile.

Il nuovo dispositivo fotosintetico realizzato a Cambridge rappresenta una soluzione affidabile ed ecologica, ed è realizzato con materiali comuni, economici, e soprattutto riciclabili. Il cianobatterio Synechocystis è stato posizionato in un sistema grande come una normale batteria AA, e attraverso la fotosintesi ha raccolto l'energia del Sole e generato una piccola corrente elettrica utilizzata poi per alimentare un microprocessore.

"Il cosiddetto ‘Internet delle Cose' ha bisogno di una quantità sempre maggiore di energia e pensiamo che questa debba provenire da sistemi in grado di generare energia, anziché semplicemente immagazzinarla, come le batterie", ha dichiarato Christopher Howe, professore del Dipartimento di Biochimica dell'Università di Cambridge e tra gli autori della ricerca pubblicata sulla rivista Energy and Environmental Science. "Il nostro dispositivo fotosintetico non si esaurisce come una batteria, perché utilizza continuamente la luce come fonte di energia".

Gli stessi ricercatori sono rimasti colpiti nel vedere che il sistema, anche dopo sei mesi, continuava a essere pienamente funzionante. Le alghe, infatti, non hanno bisogno di essere nutrite, ma si alimentano grazie ai processi fotosintetici. In futuro, sempre più dispositivi di uso quotidiano saranno connessi e richiederanno energia: secondo lo studio, i dispositivi riferibili all'"Internet delle cose" arriveranno a essere un trilione entro il 2035. Il nuovo sistema bio-fotovoltaico alimentato ad alghe potrebbe essere facilmente trasportato e prodotto in larga scala, viste le sue dimensioni ridotte. Queste piccole batterie, inoltre, avrebbero un impatto sull'ambiente minore rispetto alle batterie al litio normalmente utilizzate in abbinamento ai sistemi fotovoltaici tradizionali.