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28 Ottobre 2020
18:00

Nasce il “super bianco”, un nuovo colore che potrebbe fare bene all’ambiente

Alter ego del nerissimo Vantablack, questa nuova tinta rivoluzionaria è la più chiara mai vista e potrebbe aiutare gli edifici a rimanere freschi anche se esposti direttamente ai raggi del sole.

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Nasce il “super bianco”, un nuovo colore che potrebbe fare bene all’ambiente
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Avresti mai pensato che potesse esistere, anzi essere creato, un bianco ancora più bianco di quello che hai sempre conosciuto? Difficile da immaginare anche solo l’idea di un colore più chiaro di quello che associamo alla neve, al gesso, alle nuvole. Eppure un team di scienziati ha da poco depositato il brevetto di una nuova variante di vernice bianca, un bianco veramente “super”.

Ideato da un team di scienziati della Purdue University, il super bianco è la tinta più chiara che esista, tant’è che la sua scoperta è stata pubblicata in uno studio scientifico, soprattutto per gli effetti ambientali che potrebbe avere in termini di efficienza energetica. Ma andiamo con ordine.

Prima di questa scoperta, al mondo esisteva il suo esatto opposto. Sto parlando di un nero estremamente scuro, chiamato Vantablack, in grado di assorbire il 99,96% della luce solare immagazzinandone il calore (e rendendolo quindi disponibile). Ecco, il Super White rappresenta la sua esatta nemesi, presentando anche effetti agli antipodi. Infatti, questa nuova vernice acrilica, realizzata con cariche di bicarbonato ad alta concentrazione di particelle, può riflettere, e quindi allontanare, il 95,5% della luce del sole e quindi del suo calore.

Ciò significa che se ricoperto di questo prodotto, un edificio potrebbe ripararsi dal calore e dall’afa senza dover utilizzare ventilatori e condizionatori, garantendo quindi un risparmio energetico notevole, in nome del raffreddamento passivo. Una vera svolta ambientale che, se diffusa su larga scala, potrebbe garantire una riduzione di inquinamento mai vista prima.

Sono nata e cresciuta a Trento, a due passi dalle montagne. Tra mille altre cose, ho fatto lunghe passeggiate nel bosco e imparato a riconoscere alcune piante velenose. Ho imparato la musica perché fa bene all’anima. Ho vissuto in due grandi città a cui mi sono abituata a volte più in fretta, altre volte meno, ma dove i miei posti preferiti erano sempre i parchi. Ho studiato giornalismo perché volevo che aiutare le persone a capire alcuni aspetti del mondo diventasse la mia professione. Credo che il rispetto della natura, dell’ambiente in cui ci muoviamo ogni giorno e delle persone che con noi lo abitano sia fondamentale per vivere bene, per noi stessi e per gli altri.