Negli ultimi 30 anni è scomparsa metà della barriera corallina a causa del riscaldamento globale

Un nuovo studio ci mette davanti alla drammatica situazione che sta vivendo la Grande Barriera Corallina, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità al mondo.
Sara Del Dot 15 ottobre 2020

Te lo ricordi Nemo, il piccolo pesce pagliaccio che abita nella acque australiane, all’interno di un anemone? Se sei un appassionato della sua storia, ti ricorderai anche dei suoi tanti, tutti diversi vicini di casa. Accanto agli anemoni di Nemo, infatti, si trovano anche i cavallucci marini, le mante, polpi, tartarughe e anche piccoli squali. E sto parlando di una minima quantità dell’infinito numero di forme di vita che abitano quel luogo. Che un luogo qualsiasi, di certo non è.

La casa di Nemo, infatti, non è altro che la Grande Barriera Corallina, uno degli ecosistemi più ricchi non solo dell’oceano ma dell’intero Pianeta. Gli stessi coralli presenti sono diversi tra loro, presentano caratteristiche specifiche e uniche nel loro genere. 2.000 chilometri di luoghi incredibili, habitat naturale di migliaia di creature che, tuttavia, potrebbero presto trovarsi senza.

Questo perché la Grande Barriera Corallina sta scomparendo a un ritmo rapidissimo. Un dato? Negli ultimi 30 anni i coralli della reef sono diminuiti del 50%. In pratica, dagli anni ‘90 la barriera ha perso la metà della propria portata. Questa drammatica fotografia è il risultato di uno studio condotto dall’ARC, Centre of Exellence for Coral Reef Studies (CoralCoE) e pubblicato su Proceedings of the Royal Society B. Secondo questa ricerca, il costante aumento della temperatura delle acque del mare, dovuto all’aumento dei gas serra in atmosfera, ha causato l’ormai noto fenomeno dello sbiancamento, che consiste nella morte delle alghe di cui i coralli si nutrono.

Le specie più colpite però sono Acropora florida e i table shaped corals, i coralli a forma di tavolo, rimasti gravemente colpiti anche dalla forte ondata di sbiancamento che era avvenuta nel 2016 e 2017.

Oggi, la cosa grave è che questo declino sta interessando tutti i tipi di corallo presenti, di ogni specie e dimensione, a qualunque livello di profondità. Di conseguenza non sono solo i coralli grandi, “mamme” a essere colpiti e morire, ma anche quelli piccoli che dovrebbero crescere per consentire alla barriera di rigenerarsi. Un problema enorme che rischia di farci perdere uno dei tesori di biodiversità del Pianeta.