Nel mar Glaciale Artico il ghiaccio deve ancora formarsi a causa dell’acqua troppo calda

Mai così lento e mai così poco. Ecco il bilancio della formazione dei ghiacciai nel mar Glaciale Artico, sempre più in pericolo.
Sara Del Dot 30 Ottobre 2020

Le temperature insolitamente elevate che quest’autunno hanno caratterizzato le acque del mar Glaciale Artico stanno rallentando l’annuale formazione del ghiaccio. E siamo già alla fine di ottobre. Questo perché, ormai è chiaro da anni, questo mare subisce in modo molto amplificato tutti gli effetti del riscaldamento globale.

Ad accorgersi di questa rapida diminuzione e dell’importante rallentamento sono stati alcuni ricercatori danesi, che pochi giorni fa hanno lanciato l’allarme.

È dal 1990 che nell’Artico gli effetti dei cambiamenti climatici sono il doppio più visibili e rapidi rispetto al resto del mondo, e questo ritardo ne è una prova schiacciante. Quest’anno, infatti, le acque del mare di Laptev, la sezione del mar Glaciale Artico di cui stiamo parlando, hanno avuto una temperatura di ben cinque gradi oltre il normale.

Alcuni scienziati hanno riportato al Guardian che questo aumento delle temperature potrebbe essere dovuto a un’ondata di calore troppo prolungata e all’intrusione in queste acque di quelle dell’oceano Atlantico.

Secondo un ricercatore del Danish Meteorological Institute, l’estensione del ghiaccio marino nell’Artico quest’anno sarà la più bassa di sempre. Una previsione nata anche dall’osservazione non soltanto della velocità di formazione del ghiaccio in questo preciso momento, ma anche dalla valutazione dell’usuale scioglimento estivo. Infatti, i ghiacciai solitamente si formano in inverno e si sciolgono in parte in estate, raggiungendo un’estensione minima nei mesi più caldi. Quest’anno, l’estensione minima si è ulteriormente ridotta, sia per quanto riguarda i mesi dello scioglimento che in quelli della formazione.